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giovedì 22 maggio 2014

LA PACE (Peace - Εἰρήνη) - Aristofane

La dea Eirene con il piccolo Pluto (Atene, circa 370 a.C.)

LA PACE
Aristofane
Titolo originale - Εἰρήνη
Lingua originale - Greco antico
Prima assoluta 421 a.C.
Teatro di Dioniso, Atene

Personaggi

Trigeo
Ermes
Ierocle
Due servi di Trigeo
Due figlie di Trigeo
Polemos, dio della guerra
Il dio della mischia
Un fabbricante di falci
Un mercante d'armi
Due ragazzi
Opora, dea del raccolto
Teoria, dea della festa
Un fabbricante di anfore
Un fabbricante di elmi
Un fabbricante di lance
Coro di contadini

Nove anni dopo la prima rappresentazione dell'Edipo re di Sofocle, nel 421 a.C., mentre era grande in Atene I'aspettativa per un accordo di pace che finalmente ponesse fine al conflitto ormai decennale contro Sparta (la prima guerra peloponnesiaca), proprio alla vigilia della cosiddetta "pace di Nicia", il poeta ateniese Aristofane mandò in scena una commedia nuova dal titolo beneaugurante: La pace. 
È un'opera estrosa, scanzonata, piena di forza comica quanto di amena satira politica.

TRAMA - Trigeo, un ateniese arruffone e geniale, stufo della guerra che si trascina da dieci anni e manda in rovina i suoi affari, decide di risolvere lui la contesa salendo in cielo, fino alle case di Giove, per strappare di lassù la dea Pace e ricondurla finalmente in terra. 
Per tanto viaggio, alleva uno scarabeo stercorario, lo fa ingrassare dai suoi servi con abbondanti porzioni di sterco e quando l'insetto è divenuto forte abbastanza per sostenerlo, spicca il volo, sale fino ai celesti e s'impadronisce della povera dea, che riporta in terra in mezzo al tripudio generale. 
In premio avrò una sposa celeste, Opora, simbolo dell'abbondanza ritornata nel mondo.


La pace (Εἰρήνη) è una commedia di Aristofane messa in scena nel 421 a.C., in un'epoca a cui fanno da sfondo i tristi eventi della Guerra del Peloponneso.
Nella Pace, il protagonista, Trigeo, dopo un'ardita spedizione celeste, riesce ad allontanare dalla Grecia i venti di guerra, con gran disperazione dei fabbricanti di armi e degli altri mestatori. La commedia riflette il clima di speranza per l'avvenire di quel periodo immediatamente precedente alla stipula della Pace di Nicia del 421 a.C.
Il titolo trae il nome dalla divina Eirene, dea della Pace.
In polemica con gli autori che si conquistavano il favore del pubblico, regalando leccornie prima delle rappresentazioni, Aristofane arrivò a distribuire agli spettatori presenti alla prima della commedia un chicco di grano.

Nel 421 a.C. scoppiò la guerra tra Atene e Sparta. Per dieci anni la guerra era inconcludente. Gli spartani avevano devastano Attica costringendo gli Ateniesi a rimanere dietro le loro mura. Inoltre, nel 420 a.C. Atene era stata colpita da una carestia uccidendo gran parte della popolazione, tra cui Pericle. Tuttavia gli ateniesi avevano la superiorità in mare ed erano riusciti a ottenere una vittoria importante in Sfaktiria e  Pylos. In entrambe le città furono comandate  da bellicosi personaggi: da Cleon ad Atene e Brasida a Sparta. Entrambi i politici furono uccisi a Anfipoli nel 421 a.C., dando così la possibilità di firmare la pace di Nicia poco dopo la commedia di Aristofane.

Nel prologo di questa commedia, a parte l'amenità del dialogo tra i due servi intenti a nutrire lo scarabeo, si può già notare la libertà, la disinvoltura con cui la realtà è stravolta al servizio della più sfrenata fantasia. Nella realizzazione scenica, macchine apposite innalzavano il protagonista e il suo gigantesco insetto. 
Pochi elementi bastavano al pubblico di allora per immaginare come realistica la scena, e la sua eventuale goffaggine doveva essere ulteriore elemento di ilarità tra gli spettatori.

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