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mercoledì 9 luglio 2014

HANNAH E LE SUE SORELLE (Hannah and Her Sisters) - Woody Allen


  
HANNAH E LE SUE SORELLE 
Regia - Woody Allen
Titolo originale - Hannah and Her Sisters
Paese di produzione - Stati Uniti
Anno 1986
Durata 103 minuti
Colore - Colore
Audio - Sonoro
Genere - Commedia
Soggetto - Woody Allen
Sceneggiatura - Woody Allen
Produttore - Robert Greenhut
Fotografia - Carlo Di Palma
Montaggio - Susan E. Morse
Musiche -Johann Sebastian Bach, Michael Bramon, 
James V. Monaco, Giacomo Puccini, Jule Styne, 39 Steps

Interpreti e personaggi

Woody Allen: Mickey Sachs
Michael Caine: Elliot
Barbara Hershey: Lee
Mia Farrow: Hannah
Dianne Wiest: Holly
Max von Sydow: Frederick
Carrie Fisher: April
Maureen O'Sullivan: Norma
Lloyd Nolan: Evan
Daniel Stern: Dusty
Julie Kavner: Gail
Joanna Gleason: Carol
Richard Jenkins: dottor Wilkes
Sam Waterston: David
John Turturro: sceneggiatore

Doppiatori italiani

Oreste Lionello: Mickey Sachs
Melina Martello: Hannah
Oreste Rizzini: Elliot
Cristiana Lionello: Lee
Angiolina Quinterno: Holly
Pietro Biondi: Frederick
Roberta Greganti: April
Sergio Di Giulio: Dusty
Mario Cordova: David
Carlo Baccarini: Padre di Mickey


"Inizialmente il film doveva raccontare di un uomo che si innamora della cognata. Poi, d'estate, ebbi modo di rileggere Anna Karenina e pensai che sarebbe stato interessante che il mio personaggio maschile passasse da una storia all'altra... Ho una terribile attrazione per i film, i drammi teatrali o i libri che esplorano la psiche delle donne, soprattutto quelle intelligenti"
(Woody Allen)



PREMESSA - Hannab and Her Sisters (Hannab e le sue sorelle, 1986) è una saga familiare con forti ascendenze teatrali. Nasce come una storia singola, durante un'unica cena per la festa del Ringraziamento. Nell'arco delle riprese, la narrazione viene ampliata a tre ricorrenze. Girato, in gran parte, nel vero appartamento di Mia Farrow a Manhattan, il film respira un'aria domestica anche per il coinvolgimento della madre, Maureen O'Sullivan, la celebre Jane di Tarzan-Johnny Weissmuller, per la presenza di sette degli otto figli della Farrow e di alcuni vecchi amici come Tony Roberts e l'avvocato di Allen. Nei panni del padre, si segnala un altro veterano hollywoodiano, Lloyd Nolan (è la sua ultima interpretazione) e, in quella della sorella Holly, Dianne Wiest, già apparsa con una piccola parte di prostituta in La Rosa Purpurea del Cairo. Questa volta vince I'Oscar come migliore attrice non protagonista.
Il cast è arricchito da due attori inusuali per Allen. Micheal Caine, I'inglese compassato della Londra operaia di John Osborne e Ci tanti
film di spionaggio, rivela doti camaleontiche dando vita a un personaggio nevrotico e scomposto. Gli si contrappone il freddo e misantropo Max von Sydow, l'attore bergmaniano, che Woody Allen ormai disincantato, sceglie e dirige con un tocco di ironia. 
Nel "gruppo di famiglia" arriva anche Carlo Di Palma, I'operatore di Antonioni (Deserto Rosso, 1964; Blow-Up1968). 
Specialista d'interni con una predilizione per i toni caldi e morbidi, il direttore della fotografia apre una nuova stagione per un Allen sensibile al "gusto italiano" in voga tra i filmaker di quegli anni. 
Woody Allen spiega:
"Il fedele Gordon Willis è impegnato altrove. È come una piccola crisi matrimoniale, da un lato sono dispiaciuto perché la moglie se ne va, dall'altro sono eccitato per I'arrivo dell'amante".
La critica giudica il film come il migliore dell'anno. Gli vengono assegnate sette nonination per l'Academy Award, di cui due conquistate (migliore sceneggiatura e attrice non protagonista). Negli Stati Uniti si sottolinea la felice mistura di dramma e commedia come in Cechov e I'inevitabile omaggio bergmaniano (Fanny e Alexander,1983, con la famiglia di teatranti riunita nella cena di Natale).
Come Bergman, Allen rivela tutta la sua intelligenza nel drammatizzare la ricerca del senso della vira, e rivela la sua profondità nel metterne a nudo tutta I'aridità



Mia Farrow: Hannah - Michael Caine: Elliot 


    
TRAMA - Una didascalia su fondo nero apre il film (in seguito ce ne saranno altre quindici): "Dio, è bella!".
Giorno del Ringraziamento. Si fa festa nel lussuoso appartamento di Hannah e di suo marito Elliot. L'uomo, però, è distratto dalla bellezza della giovane cognata Lee, e nella confusione della festa cerca di parlarle. In cucina, intanto, l'altra sorella, Holly, una aspirante attrice, excocainomane chiede in prestito del denaro ad Hannah perché vuole avviare con una sua amica (April) un servizio gastronomico a domicilio. Hannah, che ha ottenuto un grande successo in teatro con l'interpretazione di Nora di Ibsen, non esita a prestarglielo.
Tornando a casa, Lee riflette su Elliot e intuisce che l'uomo si sta innamorando di lei. L'aspetta in solitudine Frederick, il suo convivente. È un pittore ben quotato che, molto piri anziano di lei, non ama partecipare alla vita mondana e rifiuta di vendere le sue opere a fini di arredamento. In Lee, Frederick ha il suo unico punto di riferimento con il mondo.
L'ex-marito di Hannah è Mickey (Woody Allen), un ipocondriaco produttore televisivo, ora alle prese con l'ennesima malattia: un ronzio alle orecchie. Mickey, dopo aver consultato vari medici che gli impongono accertamenti più approfonditi, si convince di avere un tumore al cervello. La Gastronomica Volante Staniwslaskij è il nome che Holly e April hanno dato al servizio culinario. 
Durante una festa, dove i loro manicaretti vengono molto graditi, le due donne sole incontrano David, un architetto intellettuale che mostra loro le meraviglie degli edifici newyorkesi, Holly e April rimangono entrambe incantate dall'uomo. David, dopo alcuni tenrennamenri, sceglie April.
Elliot, intanto, dopo aver seguito Lee, finge di incontrarla per caso, poi la conduce in libreria dove le regala poesie di E.G. Cummings raccomandandole di leggerne una in particolare che gli fa pensare alle poesie di lei.
Mickey, solo nel suo appartamento, è convinto di dover morire. Ricorda la fine del matrimonio con Hannah. La donna voleva dei figli ma Mickey era sterile. Così la coppia aveva chiesto in prestito il liquido seminale a un caro amico. Erano nati sì, due gemelli, ma l'unione fallì. Intanto, pur avendo responsi clinici negativi, Mickey cade in un profondo stato di depressione perché si rende conto che, di fronte alla morte, non ha nessuna fede in cui credere. Si avvicina, quindi, al cattolicesimo e poi agli Hare Krisna, ma non ottiene alcun esito.
Tra Lee ed Elliot nasce una vera e propria storia d'amore. Lee lascia Frederick ma Elliot nonostante I'aiuto dello psicoanalista, non sa decidersi.
Hannah è ancora cosi importante per lui, così perfetta, e poi ora vuole un altro bambino. Elliot, in preda ai sensi di colpa, riesce solo a malrratterla.
Hannah, dal canto suo cerca di sostenere la fragile Holly. La sorella più giovane invidia la pienezza di vita di Hannah. Non ha denaro, non ha un uomo, non è mai riuscita in niente. Anche I'ultima occasione, un'audizione a Broadway, le andrà male.
Un giorno, si incontrano a colazione le tre sorelle. Holly è al solito molto aggressiva con Hannah e le chiede altro denaro per coltivare il suo desiderio di scrivere. Lee, con l'ansia di aver tradito la fiducia della sorella maggiore, cerca di placare gli attacchi di Holly, anche se, ormai, ha trovato un altro uomo che la soddisfa, un professore di letteratura.
Si ritrovano tutti alla festa del Ringraziamento. Holly è felice per quel che ha scritto, ma Hannah non approva, perché nel racconto vede tratteggiata troppo puntualmente la sua vita coniugale. 
Lee quella sera rompe con Elliot, il quale confida, successivamente, ad Hannah di sentirsi inutile per lei, cosi come per Holly e Lee. 
Mickey risolve i suoi problemi dopo un vano e ridicolo tentativo di suicidio. Incontra per caso Holly e le racconta delle sue disavventure e dei suoi paradossi: grazie a un film dei fratelli Marx
è riuscito a farsi una ragione della sua malinconia. Holly gli fa leggere la sceneggiatura, dimostrandogli cosi di essere cambiata da quell'incontro fallimentare che Hannah aveva combinato. Mickey rimane estasiato dalla lettura dello script.

Trascorre un altro anno. Nell'appartamento di Hannah si festeggia di nuovo il Thanksgiving Day. Molte cose sono cambiate. Elliot ha ritrovato la serenità con Hannah, anche se è attratto ancora dalla bellezza di Lee (la ragazza, però, si è sposata ed è felice con il suo professore). 
Holly, scrittrice di successo, comunica la notizia della prossima maternità a suo marito, Mickey, fugando definitivamente tutte le sue ansie.


COMMENTO - La scansione narrativa, come nel teatro di Brecht, è data da sedici didascalie. Quella temporale è segnata da tre feste del Giorno del Ringraziamento, nel giro di due anni, come il pranzo di Natale nel teatro di Thornton Wilder (Lungo pranzo di Natale, 1931). 
L'Io dell'Aurore si scinde in sei personaggi (Hannah, Elliot, Lee, Holly, Frederick, l'architetto) in opposizione tra loro, dove uno dei personaggi diventa la proiezione dell'io dell'autore e gli altri diventano I'oggetto di questo io, cioè al rapporto drammatico si sostituisce un rapporto squisitamente epico e sulla scena appare, a poco a poco, la figura del narratore.

La perfezione di Hannah - Nel prologo, I'autore presenta i personaggi in una scena d'assieme, filtrata dalle lenti "romantiche" di Elliot.
Nella festa, dove tutti dovrebbero "ringraziare" Hannah per qualcosa, si insinuano germi di inquietudine. Elliot, il marito cerca ansiosamente (come Woody) nella cognata la realizzazione del suo ideale di amore romantico.
All'inizio, il monologo interiore gli attribuisce, secondo i canoni narrativi di Allen, un ruolo di protagonista che in realtà non possiede. L'altro falso protagonista è Hannah che, avvolta da un'aura di pienezza asfissiante (attrice-madre-moglie-amica-sorella), si prodiga per tutta la famiglia, provocando rivalità e relazioni quasi incestuose. La ricerca della perfezione femminile nella vita - tensione continua nell'opera di Allen almeno da Io e Annie in poi - è qui superata dalla messa in crisi dell'ideale, cosi il personaggio di Frederick, isolato e alienato come il suo omonimo di Interiors (incarnazione dell'arte pura contro il mercato) vede crollare la sua torre quando gli vien men l'unico contatto che ha con il mondo: Lee, ormai innamorata di Elliot. Anche nell'arte, Woody Allen prende le distanze dal mito della perfezione.

Il disastroso cedimento di Hannah - Dietro I'apparente tranquillità di un matrimonio perfetto, Elliot si scopre un fedifrago che ancora non sa distinguere tra amore e sesso. Né con la psicoanalisi, né attraverso I'autoanalisi. Elliot "riesce a sondare il suo cuore". Cadono cosi altri due capisaldi (sesso/amore e psicodnalisi) del sistema su cui Allen ha strutturato la sua vita. "Il mio analista ha aperto un self-service vegetariano"lamenta Mickey/Woody, in un tragico momento di bilancio. Così Mickey, riassumendo tutti gli eroi dei film precedenti, diventa il vero fulcro della storia. Il regista, "falsificando" nel titolo la centralità di uno o più personaggi, non fa altro che attribuire alla coralità degli attori frammenti del proprio universo. Mickey si riappropria di tutte le ossessioni ormai note (dal senso di relatività umana davanti all'universo, al bisogno di immortalità, passando attraverso la dissoluzione delle fedi religiose) mentre gli altri si assumono i suoi temi portandoli a soluzione. 
Ognuno parte da posizioni già conosciute dal pubblico, ne patisce le contraddizioni e ne riduce la valenza tragica in un confronto dialettico con gli altri personaggi. Hannah, l'attrice, è costretta dal suo drammaturgo a scendere dal piedistallo. Nella seconda festa del Ringraziamento, è lei a ringraziare implicitamente Elliot per averle dato la possibilità di rivelarsi in tutta la sua umanità: "Io ho dei bisogni enormi!".
Dagli interni agli esterni, anche lo stile di ripresa - convenzionale e classicheggiante -, è in sintonia con il mutato atteggiamento dell'autore.
Manhattan, rivisitata da Holly e April in compagnia dell'architetto David, diventa un altro personaggio del film. Il freddo e geometrico bianco e nero) degli spazi claustrofobici di Manhattan si trasforma in colori e volumi vitali: "Quell'edificio sembra che respiri", dice April a David.

Hannah ritrovata - Il percorso del nuovo schlemiel al femminile conduce alla soluzione del racconto. Attraverso una faticosa gestazione artistica (attrice, cantante e cuoca mancata), Holly ritrova la sua identità recidendo il cordone ombelicale che la lega a Hannah. 
Con I'eliminazione dell'idolo da emulare (ne riproduce i particolari più intimi nel suo primo racconto), taglia i ponti anche con il suo passato da bohémienne. La donna, insicura e complessata, sublima i suoi problemi nell'arte, specchio della vita di cui ridicolizza le contraddizioni. 
Anche Mickev risolve le sue ansie distruttive attraverso una forma d'arte. È il cinema che gli permette di riflettere sul senso vacuo dell'esistenza e di riportare il mondo a una prospettiva razionale. E grazie all'umorismo surreale di Duck Soap, 1932, con i fratelli Marx, Allen ritrova il dio in cui crede. 
Dopo la caduta dei miraggi (la psicoanalisi, I'amore romantico, I'arte chiusa in sé, le fedi religiose, ebraismo compreso), solo l'elasticità di un "muscoletto", il cuore, può garantire un happy-end insolito.

Tutti i suoi personaggi ritornano gioiosamente insieme, à la manière di una commedia classica, alla Lubitsch. Nelle feste conclusive, è come se ognuno ringraziasse I'autore per aver avuto la possibilità di sperimentare una metamorfosi, dall'anedonìa alla piena coscienza di sé e della vita,
Il cibo di cui tutti i convitati si sono nutriti, nelle due feste precedenti, è simbolicamente il "corpo di Allen". Come nei riti teatrali più antichi (i misteri dionisiaci) e in quelli religiosi (il cristianesimo) la dissoluzione della divinità ricompone il gruppo in una nuova unità più serena: Mickey è con loro.



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