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mercoledì 20 agosto 2014

AMINTA - Torquato Tasso


AMINTA
Torquato Tasso
Lingua originale - Italiano
Genere - Favola pastorale
Composto nel 1573
Pubblicato nel 1581
Prima assoluta 31 luglio 1573

Personaggi

Amore, in abito pastorale
Dafne, compagna di Silvia
Silvia, amata da Aminta
Aminta, innamorato di Silvia
Tirsi, compagno d'Aminta
Satiro, innamorato di Silvia
Nerina, messaggera
Ergasto, nunzio
Elpino, pastore
Coro di pastori

Favola boschereccia in versi sciolti in cinque atti di Torquato Tasso. Composta nei primi mesi del 1573, venne probabilmente rappresentata nell'isoletta del Belvedere sul Po, presso Ferrara, residenza estiva degli Estensi, il 31 luglio 1573 e pubblicata a Venezia nel 1581.


ATTO I

Dafne, amica e consigliera di Silvia, tenta invano di persuaderla a corrispondere all'amore dell'infelice Aminta. Aminta rivela a Tirsi d'essersi innamorato di Silvia fin dalla più tenera infanzia e di essere riuscito a strapparle un bacio fingendosi punto da un'ape, inganno rivelatosi inutile, perché Silvia tuttora lo respinge.


ATTO II

Il Satiro, adirato dal disprezzo di Silvia, intende prenderla con la forza presso la fonte ove la giovane è solita rinfrescarsi. Nello stesso luogo Dafne e Tirsi indirizzano il titubante Aminta affinché, approfittando dell'occasione, osi prendersi quanto la timidezza finora gli ha negato.


ATTO III

Silvia è sfuggita all'agguato tesole dai Satiro grazie all'aiuto di Aminta, ripagato freddamente dalla ninfa. Nerina, una compagna di Silvia, racconta che, durante una battuta di caccia, Silvia s'è inoltrata nella selva all'inseguimento di un lupo. Nerina, seguitene le tracce, ha trovato insanguinato e appeso a un ramo il velo di Silvia e, poco lontano, un branco di lupi intenti a divorare gli ultimi resti di un corpo, che Nerina crede essere quello di Silvia. Aminta sviene; ripresosi, chiede a Nerina il velo dell'amata come ricordo. Non potendolo avere, fugge disperato, richiamato invano da Dafne.


ATTO IV

Silvia è in realtà sfuggita al lupo, districandosi dal velo. Dafne dà per scontata la morte di Aminta, al che la ninfa finalmente si commuove. Secondo Ergasto, testimone oculare, Aminta s'è suicidato gettandosi in un dirupo. Silvia, disperata, vuole occuparsi delle esequie di Aminta e darsi poi la morte.


ATTO V

La caduta di Aminta in un dirupo è stata frenata da un provvidenziale fascio d'arbusti. Elpino e i suoi compagni lo soccorrono, lasciandolo poi alle amorevoli cure di Silvia, ormai arresasi alla passione.



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