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giovedì 28 agosto 2014

ARIANNA (Love in the Afternoon) - Billy Wilder


   
ARIANNA
Titolo originale - Love in the Afternoon
Genere - Commedia, romantico
Regia - Billy Wilder
Soggetto dal romanzo Ariane, jeune fille russe di Claude Anet
Sceneggiatura - Billy Wilder e I.A.L. Diamond
Produttore - Billy Wilder
Casa di produzione - Allied Artists Pictures
Fotografia - William C. Mellor (con il nome William Mellor)
Montaggio - Léonide Azar e, non accreditato, Chester W. Schaeffer
Musiche - F.D. Marchetti, Richard Wagner, Franz Waxman
Scenografia - Alexandre Trauner
Costumi - Jay A. Morley Jr.  
Hubert de Givenchy: guardaroba per Miss Hepburn 
Trucco - John G. Holden
Lingua originale - Inglese, francese
Paese di produzione - Stati Uniti
Anno 1957
Durata 130 minuti
Colore - Bianco/Nero
Audio - Sonoro Mono (Westrex Recording System)

Interpreti e personaggi

Audrey Hepburn: Ariane (Arianna) Chavasse
Gary Cooper: Frank Flannagan
Maurice Chevalier: Claude Chavasse
John McGiver: Monsieur X
Van Doude: Michel
Lise Bourdin: Madame X
Olga Valéry: padrona del cane al Ritz
Franz Waxman: non accreditato
Doppiatori italiani
Emilio Cigoli: Gary Cooper
Maria Pia Di Meo: Audrey Hepburn
Augusto Marcacci: Maurice Chevalier
Giorgio Capecchi: John McGiver
Gianfranco Bellini: Van Doude
Tina Lattanzi: Olga Valéry





* Parigi: Arianna è la figlia dell'investigatore privato Claude Chavasse. Seguendo il lavoro del padre, scopre che un suo cliente, marito tradito, intende uccidere il famoso miliardario e noto dongiovanni Frank Flannagan, amante di sua moglie. Cercando di aiutare Flannagan, Arianna finisce col cedere anche lei al fascino dell'uomo.
  

La collaborazione con lo sceneggiatore I.A.L. Diamond, data dal 1957, per I'adattamento di Arianna dal romanzo di Claude Anet. Arianna costituisce forse, con Irma la dolce, il film in cui Wilder spinge più avanti il processo di frustrazione delle legittime attese che l'appartenenza a un genere, l'origine stessa dell'operazione (il testo letterario, o teatrale, di partenza) sembravano giustificare. Non a caso, per un Doniol-Valooze che, cogliendo l'ambiguità fondamentale in cui il testo si costituisce, scrive: 
"Come sempre in Wilder, ci sono due film l'uno dentro l'altro... Esattamente come dietro la facciata leggera di Sabrina, c'è in Arianna una tenebrosa e assai venefica macchinazione.....  Film sur l'amour, et le plus physique, mais oeuvre d'un coeur sec", lamentando che per tutto il film non si vedano mai i protagonisti fare all'amore.

Nella sua fondamentale incomprensione, il rilievo coglie paradossalmente nel segno: si tratta proprio d'un film d'amore (connotazione di genere, sostenuta anche dal vecchio film di Paul Czinner, Ariane, del 1931) girato da un cuore secco (contestazione di questa connotazione, attraverso l'assunzione letterale degli stereotipi che la costituiscono.
"Cuore secco" significa qui, ovviamente, lucidità critica; lamentando che in un film d'amore non si veda mai fare all'amore: il fatto è che fare all'amore costituisce il rimosso hollywoodiano almeno fino a tutti gli anni '50, e Wilder, l'abbiamo già notato, assume alla lettera il divieto di rappresentazione proprio perché, nell'assenza, risalti di più in quanto rimosso. 
Così, Arianna (Audrey Hepburn) passa lunghi pomeriggi nella camera d'albergo del miliardario Flanagan (Gary Cooper), sola con lui, e sembra che non succeda nulla, salvo appunto questo nulla che dice tutto. Le passeggiate romantiche nella barca raddoppiata, una per gli amanti, una, a rispettosa distanza, per l'orchestra bendata, mettono in scena icasticamente questo amore miliardario. 


Arianna (Audrey Hepburn)


   
Non meraviglia, certo, che a fronte di queste larve della convenzione presa alla lettera, la critica, sconcertata, abbia tentato di valorizzare il solo lato buffo del film, i personaggi del versante decisamente comico, che non possono tradire: il simpatico e umano detective, che è anche l'inconsapevole padre di Arianna (Maurice Chevalier), il marito ingannato, alla ricerca sempiterna delle prove dell'infedeltà della moglie, il timido boyfriend perennemente incimurrito ché sogna di diventare direttore d'orchestra e si scandalizza quando Arianna comincia a canticchiare una "musica volgate" come Fascination ... e il meccanismo degli equivoci, dei travestimenti, dei reciproci trompe-l'oeil: Arianna che si fa passare per una mantenuta di lusso, Flanagan che prima ci crede, poi le fa credere di crederci, l'involucro del violoncello che, wilderianamente, nasconde in realtà la lussuosa pelliccia, ecc. 
Tutto questo risulta come immerso nel bagno di melassa del romanticismo apparentemente più disarmato; solo quella melassa, in ragione stessa della sua esasperata dolcezza, era vetriolo, e quel che ne esce è l'immagine spolpata e scarnificata della convenzione, il suo "doppio" spettrale, la messa'in questione del cinema o, almeno, d'un suo modo di produzione che consuma proprio in quegli anni, con la crisi e le trasformazioni finanziarie, le tappe della propria metamorfosi.


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