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domenica 3 agosto 2014

IFIGENIA IN TAURIDE (Iphigenie auf Tauris) - Wolfgang Goethe

 Wolfgang Goethe


  
IFIGENIA IN TAURIDE 
(Iphigenie auf Tauris)
Autore - Wolfgang Goethe
Titolo originale - Iphigenie auf Tauris
Lingua originale - Tedesco
Genere - Tragedia
Fonti letterarie - Ifigenia in Tauride di Euripide
Ambientazione - In Tauride, al tempio di Diana
Composto nel 1787

Personaggi

Ifigenia
Toante
Oreste
Pilade
Arcade


Dramma in versi in cinque atti di Johann Wolfgang von Goethe. La prima versione, in prosa, composta tra i 14 febbraio e il 28 marzo 1779, venne rappresentata a Ettersbug il 6 aprile 1779. La versione definitiva, la quarta, completata il 29 dicembre 1786, venne pubblicata a Lipsia nel 1787 e rappresentata a Vienna il 7 gennaio 1800.


ATTO I

Da molti anni Ifigenia è confinata da Diana nella selvaggia Tauride. Ignara dell'esito della guerra di Troia, assolve malvolentieri il compito di sacerdotessa di Diana, che prevede il sacrificio di qualunque straniero approdi in Tauride. 
La sua presenza è riuscita a mitigare il crudele re dei Tauri, Toante: sono stati sospesi i sacrifici umani e il sovrano è clemente con i sudditi, come le ricorda Arcade, inviato ad annunciarle l'arrivo di Toante. 
Il re è affascinato da Ifigenia e le chiede di sposarlo: ma per la sacerdotessa questo significherebbe non tornare più in patria. Per dissuaderlo, gli racconta la cruenta storia della sua stirpe, rivelando finalmente il suo nome e la sua genitura.
Toante non ne è per nulla impressionato, ma, davanti al fermo rifiuto di Ifigenia, le ordina di ricominciare i sacrifici umani con i due stranieri appena ritrovati sulla costa.
Ifigenia prega Diana di non doversi macchiare di sangue umano.


ATTO II

Oreste, sottratto da Apollo alla persecuzione delle Eumenidi, è approdato con Pilade nel Chersoneso Taurico, per seguire la profezia della Pizia delfica, secondo cui troverà conforto e aiuto nel santuario della sorella, dal quale deve rubare il simulacro di Diana per portarlo ad Atene. 
Poiché su di lui incombe la maledizione del fato dopo il matricidio, non vuole mettere a rischio la vita del fido amico Pilade, che invece lo incoraggia ad agire. 
Pilade e Oreste si presentano a Ifigenia sotto le false identità di Laodamante e Cefalo, figli di Adrasto, re di Creta. Ifigenia Ii congeda rapidamente, turbata dal racconto di Pilade del destino degli eroi greci dopo la guerra di Troia, inclusa la triste fine del padre Agamennone. 
Pilade spera nel felice esito dell'impresa, poiché si rende conto di aver di fronte una principessa greca.


ATTO III

Oreste e Ifigenia si riconoscono. Oreste le racconta il matricidio e il conseguente rimorso, e vede nell'incombente fratricidio la conferma del sanguinoso destino degli Atridi. Offre il petto a Ifigenia, affinché le Eumenidi siano finalmente placate.
Ifigenia cerca l'aiuto di Pilade, mentre Oreste vede nelle sagome delle piante le ombre dei defunti, giunte ad accoglierlo nell'Ade.
Dopo una preghiera di Ifigenia ad Apollo e Diana, per liberare Oreste dalla maledizione che lo perseguita, Oreste si placa e può finalmente riabbracciare la sorella.


ATTO IV

Ifigenia, affascinata da Pilade, è pronta a favorire il piano suo e di Oreste per sottrarre la statua di Diana. Teme però di non poter fingere davanti a Toante, impaziente per il ritardo del sacrificio. 
Arcade insinua in Ifigenia il senso di colpa, ricordandole la generosità dimostratale da Toante.
Pilade torna per annunciarle che tutto è pronto per la fuga e che Oreste è guarito. Sta per asportare la statua della dea dal tempio, ma Ifigenia non Io segue, rendendosi conto di non poter sfuggire al destino sacrilego della sua stirpe, imposto dalla Necessità.


ATTO V

Toante, giuntagli voce della fuga dei due stranieri favorita da Ifigenia, esige dalla sacerdotessa la verità; Ifigenia, seppur riluttante, confessa l'identità dei due stranieri e la missione che li ha spinti in Tauride.
Ifigenia ha quasi persuaso Toante a lasciarla libera insieme a Oreste e Pilade, quando irrompe Oreste armato, per prelevare lfigenia. Circondato, propone spavaldamente di sfidare a duello un guerriero di Toante: in caso di vittoria, cesserà la legge inumana contro gli stranieri; in caso di sconfitta, morirà.
Ifigenia è contraria al duello, per lo strascico di dolore che ne seguirebbe. 
Oreste comprende finalmente l'oscura profezia: gli spetta di riportare Ifigenia in Grecia senza commettere alcun sacrilegio. Toante non può più opporsi e Ifigenia si augura di condividere d'ora in poi con lui e il suo popolo il vincolo dell'amicizia ospitale.





     
Goethe portò quest'opera in prosa con sé durante il proprio viaggio in Italia, ove la trasformò in versi. L'opera riflette tutti i principi della "Schöne Seele", cioè "l'Anima Bella", cardine del teatro del classicismo di Weimar, presente tra l'altro in molti drammi di Friedrich Schiller.
L'Ifigenia rappresenta il nuovo ideale goetheano di umanità "contenuta", che comporta il riconoscimento che la limitazione (in questo caso rappresentata dalla morale) è anch'essa un fenomeno della vita soggettiva.
Goethe, non soltanto conduce tutto il dramma lungo il sentiero della parola e della riflessione etica, ma elimina un passaggio finale essenziale: nella sua Ifigenia la soluzione salvifica non viene più dall'intervento esterno della dea Athena, ma dall'azione morale della protagonista che, fedele alla legge scritta nel proprio cuore, può interrompere la catena di orrori e di violenza e sconfiggere l'idea arcaica di destino. È proprio questo il punto centrale dell'opera goethiana che questa edizione intende mettere a fuoco, contro una lunga tradizione interpretativa che ha fatto di Ifigenia l'icona della spiritualità cristiana e quasi l'anima bella della sensibilità pietista. Con l'Ifigenia in Tauride, da lui stesso definita "maledettamente umana", Goethe scrive, in realtà, una delle opere centrali del suo umanesimo alla vigilia della Rivoluzione francese: lasciando intravedere come l'azione morale possa tramutarsi in azione politica, come sia possibile leggere in senso umano la voce dell'oracolo, e come sia consentito sconfiggere la prepotenza del fato e la barbarie dell'antica maledizione. 
Ancora una volta Goethe prova ad affidare la salvezza a una figura femminile; a una donna che osa disubbidire e opporre al rigorismo maschile la strategia dell'ascolto e della parola.


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IFIGENIA IN TAURIDE - Johann Wolfgang Goethe


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