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lunedì 11 agosto 2014

IL GABBIANO - Чайка, Čaikathe (The Seagull) - Anton Cechov



IL GABBIANO 
(Чайка, Čaika)
Commedia in prosa in quatto atti di Anton Pavlovič Čechov. 
Terminata nel novembre 1895, venne rappresentata all'Aleksandrinskij Teatr di San Pietroburgo il 17 ottobre 1896 e pubblicata nel 1897.

Riduzioni cinematografiche - Il gabbiano (The Sea Gull) (1968)
Regia di Sidney Lumet
Con Vanessa Redgrave e Simone Signoret.

Il gabbiano (1977, film per la TV)
Regia e sceneggiatura di Marco Bellocchio
Con Giulio Brogi, Laura Betti, Pamela Villoresi, Remo Girone.


Personaggi

Irina Nikolaevna Arkadina - un'attrice
Konstantin Gavrilovič Treplev - suo figlio, un drammaturgo
Pëtr Nikolaevič Sorin - fratello di Arkadina
Nina Michailovna Zarečnaja - figlia di un ricco proprietario terriero
Il'ja Afanasevič Samraev - luogotenente in pensione, amministratore della tenuta di Sorin
Paolina Andreevna - sua moglie
Maša - la loro figlia
Boris Alekseevič Trigorin - un noto scrittore
Evgenij Sergeevič Dorn - un dottore
Semën Semënovič Medvedenko - un maestro elementare
Jakov - un operaio
Il cuoco


ATTO I

Nella tenuta di Sorin, sulla riva di un lago, al tramonto, sta per essere rappresentato un monologo, di gusto tra simbolista e decadente, scritto dal giovane Treplev, figlio della nota attrice Irina Arkadina, sorella di Sorin e amante del letterato Trigorin; a interpretarlo è I'innamorata dell'autore, Nina Zarečnaja, la cui vocazione scenica è osteggiata dai familiari. 
Al momento della rappresentazione i caustici commenti dell'Arkadina, fedele al realismo, offendono Treplev, che pone fine anzitempo allo spettacolo. 
Quando gli ospiti se ne sono andati, Treplev cerca ansiosamente Nina, rientrata precipitosamente a casa; Treplev è infastidito dal disperato amore che per lui prova Maša, figlia di Samraev, i'amministratore di Sorin.


ATTO II

Dalla sera del fiasco del suo dramma Treplev s'è incupito: sente distante Nina, che arde d'ammirazione per Trigorin, il quale si compiace dell'interesse che ha suscitato nella giovane. 
Treplev, in omaggio a Nina, depone ai suoi piedi un gabbiano morto, da lui incautamente ucciso, annunciando che presto si toglierà la vita. Nina pensa che sia un altro simbolo scarsamente intellegibile; Trigorin si appunta il tutto come soggetto per un nuovo racconto: una ragazza da sempre vissuta in riva a un lago, libera come un gabbiano, uccisa da un uomo senza una ragione plausibile. .


ATTO III

E' trascorsa una settimana ed è tempo di partenza per Irina e Trigorin; Treplev, che ha tentato il suicidio sparandosi un colpo, e colpendosi solo di striscio, non nasconde la gelosia verso Trigorin, difeso da Irina, che disprezza l'arte del figlio; Irina si sente colpevole verso Treplev per non sostenerlo materialmente, come Sorin la sollecita, inutilmente, a fare . 
Nina palesa velatamente il suo amore per Trigorin, che, pur ricambiandone i sentimenti, parte ugualmente, dopo che Irina lo ha supplicato di non abbandonarla. Nina decide di seguire la sua vocazione teatrale e parte anche lei per Mosca, ove Trigorin le dà appuntamento.


ATTO IV

Sono trascorsi due anni; Treplev è ormai uno scrittore affermato e per lui trepida ancora Maša, sebbene sia sposata con il povero maestro Medvedenko, da cui ha già avuto un figlio. 
Da cinque giorni, nella città prossima alla tenuta di Sorin, è tornata Nina, dopo una vita avventurosa: unitasi a Trigorin, ne ha avuto un figlio, morto ancora in fasce, il che ha causato l'allontanamento di Trigorin e il suo ritorno da Irina. 
Nina ha vagato per i teatri di provincia, seguita con costante fedeltà da Treplev, che ella s'è però sempre rifiutata di ricevere durante le tournée. 
In una sera d'inizio autunno Nina va a trovare Treplev, che le confessa il suo immutato amore. Ma Nina, scritturata per tutto l'inverno in una cittadina di provincia, ha come unico scopo di vita I'arte, sebbene le soddisfazioni professionali siano modeste. 
Nina, ancora innamorata di Trigorin, se ne va per non rincontrarlo, poiché l'uomo è giunto con Irina per assistere Sorin malato. 
Treplev, abbandonato da Nina, strappa tutti i suoi scritti e si spara.



Anton Pavlovič Čechov

Il gabbiano è uno dei testi teatrali più noti del drammaturgo russo, e uno dei più rappresentati in assoluto. I personaggi della giovane Nina, della madre attrice Irina, dello scrittore Trigorin sono stati interpretati in tutto il mondo dai maggiori attori di teatro, in messe in scena memorabili tra cui quella di Orazio Costa Giovangigli (con Gabriele Lavia, Giancarlo Sbragia, Ettore Toscano e Anna Proclemer) e quelle recenti di Lev Dodin e Eimuntas Nekrosius.

Questo dramma ha una forte relazione intertestuale con l'Amleto di Shakespeare. Arkadina e Trepliov citano versi dell'Amleto prima del "teatro nel teatro" nel primo atto (l'artificio stesso del "teatro nel teatro" è usato anche nell'Amleto). Ci sono anche molte allusioni a dettagli della trama shakespeariana. Per esempio, Trepliov cerca di salvare sua madre dal vecchio Trigorin proprio come Amleto cerca di salvare la regina Gertrude da suo zio Claudio.




"SMETTETE DI SCRIVERE PER IL TEATRO"

"Eccovi il mio più amichevole consiglio… smettete di scrivere per il teatro". 
Sono parole del celebre attore russo Lenski, dopo il clamoroso fiasco del "Gabbiano", la nuova commedia di Cechov, rappresentata il 29 ottobre 1896. 
La ragione dell'insuccesso stava nel fatto che lo spettatore, assistendo alla tragica vicenda dello studente Konstantin, ragazzo pieno di desideri e ambizioni per il futuro, ma travolto dalle persone che ama (la madre e una fanciulla che preferisce un letterato mestierante) è spinto al suicidio, veniva introdotto in un'atmosfera desolata, in un clima di rassegnazione tutta interiore che la regia e l'allestimento non rendevano assolutamente. 
Il testo, infatti, esigeva tutta una particolare recitazione e una adatta messinscena, rifuggenti dal verismo pacchiano e dalle esibizioni esteriori degli attori.
Ma non passeranno più di due anni che il "Gabbiano" otterrà un vero trionfo. Perché avrà trovato i suoi fedeli interpreti in Konstantin Stanislavski (attore, regista e teorico teatrale russo - Mosca 1863-1938), e in Nemirovic-Dancenko (Mosca, 23 dicembre 1858 – Mosca, 25 aprile 1943, drammaturgo, regista teatrale e scrittore russo), che lo misero in scena come uno dei primi spettacoli del nuovissimo Teatro d'Arte, da loro ideato e fondato nel giugno del 1897.



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