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martedì 12 agosto 2014

LE DONE DE CASA SOA - Carlo Goldoni





    
LE DONE DE CASA SOA 
Carlo Goldoni

Commedia in versi in cinque atti, in dialetto veneziano, di Carlo Goldoni. Rappresentata al Teatro San Luca di Venezia nell'autunno del 1755, venne pubblicata a Venezia nel 1758.

PERSONAGGI

Angiola
Gasparo, suo marito
Betta
Checca, sorella di Gasparo
Isidoro, Levantino
Tonino, suo Nipote
Bastiana, revendigola
Laura, vecchia serva di Angiola
Benetto
Grillo
Giovine

La Scena si rappresenta in Venezia



La sparagnina, solerte, ma intrigante Angiola vuole trovar marito senza dote per la cognata Checca, a cui ha fatto da madre, ma non sa come fare, poiché le due donne stanno sempre chiuse in casa e non frequentano nessuno. 
Chiede aiuto alla merciaia Bastiana, che le propone Tonino - un giovane mercante originario del Levante, allevato dallo zio Isidoro, con cui vive -, che ha già avuto modo di vedere Checca affacciata d balcone, di apprezzarne l'aspetto e scambiare con lei dolci messaggi.  Angiola spera di concludere le nozze con la mediazione dell'amica Betta, che si offre di far incontrare Tonino e Angiola a casa sua. 
Isidoro vuole riportare Tonino in Oriente, per affidargli l'azienda e dargli in moglie una donna greca, ma Tonino vuole sposarsi a Venezia e restarvi. Quando Angiola dice alla cognata che è chiesta in moglie da un levantino, Checca, ignara delle origini di Tonino, respinge seccamente la proposta e Angiola minaccia di mandarla in convento.



Angiola aggredisce il quieto e, secondo lei, pigro marito Gasparo perché non si adopera per accasare Checca, che, a sua volta, rimprovera il fratello di non difenderla dai progetti matrimoniali di Angiola. Gasparo non sa che partito prendere, timoroso del piglio autoritario della moglie, la vera padrona in casa. 
Tonino riesce per un momento a eludere la stretta sorveglianza dello zio e a seminarlo per le calli, in modo da scambiare due parole in libertà con Checca, la quale prende Isidoro, in abiti levantini, per il partito propostole da Angiola, per cui rientra in casa precipitosamente, lasciando Tonino allocchito. 
Isidoro capisce le resistenze del nipote a tornare in Levante e chiede un colloquio con Gasparo.



A casa di Betta avviene l'incontro tra Angiola e Tonino, con la mediazione di Bastiana, che vende a Tonino l'anello di fidanzamento per Checca. Ma Tonino non ha un soldo con sé e ricorre al prestito di Benetto, compare di Angiola; la compagnia si dà appuntamento per il pomeriggio a casa di Angiola, per l'ufficiale scambio delle promesse.



Isidoro va da Gasparo per imporgli di tenere Checca lontana da Tonino, minacciando loro la decapitazione; ma Angiola, allontanato Gasparo con una scusa, prende in mano la situazione, sorprendendo il mercante abituato all'autorità maschile, e ne approfitta per presentargli Checca, facendolo capitolare. 
Isidoro si allontana per comprare un regalo a Checca; arrivano Betta,Bastiana e Tonino per presentare l'anello a Checca, ma Tonino deve separarsene per il ritorno di Isidoro. Angiola lo affronta da sola, nascondendo gli altri in un'altre stanza.



Mentre Tonino infila l'anello al dito di Checca, Angiola concede la mano di Checca a Isidoro, davanti agli impotenti Gasparo e Benetto, e, per concludere il negozio, conduce Isidoro da Checca. 
Quando il mercante levantino dà a Checca l'anello fidanzamento, vi scopre quello appena ricevuto da Tonino e reagisce furiosamente con gli ignari Gasparo e Benetto. Tonino trova il coraggio di uscire dal nascondiglio e difendere davanti allo zio il suo futuro, non volendo separarsi da Checca, anche a costo di perdere l'eredità paterna, legata alla società tra Isidoro e Tonino. Isidoro, commosso, accetta la decisione del nipote; Angiola dispone i sobri preparativi della cena di festeggiamento e impartisce a Checca una lezione su come essere una vera "donna de casa soa", massaia pudica e ritirata, attenta a mantenere la pace domestica.


 
Con il titolo “Le done de casa soa” il Goldoni allude alla laboriosità e alla forza di carattere di siora Angiola, siora Bastiana e siora Betta, le protagoniste femminili che tanto si adoperano per trovar sposo a Checca, priva di dote…

Al centro dell’azione Tonino, timido innamorato che non sa fronteggiare l'opposizione dello zio Isidoro, ricco mercante levantino su cui poggia la regia di Giovanni Giusto per introdurre la storia della sorella del Saladino.

Tutti i personaggi posti in scena sono quelli che l’autore incontra ogni giorno per Venezia; ma il suo occhio indagatore ha scelto figure e situazioni tipiche in cui la comicità nasce spontanea.


La commedia si snoda tra equivoci e gags della miglior Commedia dell’Arte.


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