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lunedì 20 ottobre 2014

GOLDONI e VOLTAIRE

Voltaire

GOLDONI e VOLTAIRE

Voltaire nutriva una viva simpatia per Goldoni e in parecchie lettere manifesta l'ammirazione per il "Molière italiano", dice che è giusto appellarlo così e loda la semplicità dell'intrigo, la vivacità del dialogo e la descrizione dei caratteri e dei costumi nelle commedie del Nostro. Lo definisce "pittore della natura" e dice di ambire di vedersi dedicata da Goldoni una commedia.
Voltaire scrive correttamente l'italiano e tenta il veneziano, come si sente in questa lettera a Goldoni dal suo soggiorno ginevrino:

"Adasio un poco, caro sior, cosa che avete ditto che avete una moglie al lato, vol dir che siete un 'contade perfetto'. Basta, che il sior e la siora moglie sarebbero stati ricevuti con ogni sorta di rispetto, e col più gran zelo nelle mie capanne e, che la vita di Ginevra è così bella come quella di Lione; e me ne dispiace che la sia disgustada, e che non habbia avu la volontà di vegnir: el xe un pezzo che l'aspettava, e che io vo mi ramaricando; vardè, che cosa fu di non aver prso Ia via di Ginevra, vardè, che bisogna che diga tutto e po' vedàre se le cose van ben. 
Volete dunque, mio caro sior  sanar la piaga che mi fate, coll'onore della vostra dedicazione (della Pamela maritata), ma se questa gloria innalza il mio spirito e lusinga la vanità mia, il dolor di non avervi tenuto nelle mie braccia, non è meno acerbo nel mio cuore. Leggerò le vostre commedie fino al giorno che potrò riverire l'autore.
Non so dove siete adesso. Non so come indirizzare la mia lettera. Ma il vostro nome basta; e confido che siate già conosciuto a Parigi, come a Venezia. Non ho ancora ricevuto il regalo che mi accennate. Ma non posso differire i ringraziamenti.
Giacché siete, o sarete ben presto cittadino di Parigi, vorrei farvi una visita, ma Corneille non lo permetterà. Mi ritrovo fra Corneille e Goldoni. Stamperò l'uno, ed aspetterò l'altro quando egli tornerà a riveder la sua bella Italia. Ma di grazia non mi deludete più colle illusioni della speranza.
Addio; vi stimo, vi amo senza illusione veruna, e sarò sempre il vostro ammiratore, amico e servitore."

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