9474652420519448 01688101952603718437

lunedì 27 ottobre 2014

LA GUERRA NEL CINEMA (The war in film)




IL CINEMA IN GUERRA

Proprio fra le due guerre e durante il conflitto del 1939-1945 il cinema conquista la sua immensa popolarità nel mondo. Infatti, nell'India britannica, il numero di sale cinematografiche passa da 1600 nel 1938 a più di 30 000 nel 1948. 
A Berlino, nel 1942, ci sono 400 sale e nel Grande Reich più di 7000. Goebbels, oltre a essere molto competente, presta grande attenzione al cinema, potente supporto dell'azione psicologica. Le compagnie cinematografiche indipendenti, per scarsezza di mezzi, sono sempre più rare. 
Nel 1942 vengono nazionalizzate: la pellicola dev'essere utilizzata al meglio, per soddisfare la richiesta in Germania, nell'Italia alleata e nell'Europa occupata. 
Il bombardamento dei cinematografi è giudicato una catastrofe, tanto che Goebbels fa ogni sforzo per la loro ricostruzione. Alcuni film a colori molto spettacolari vengono girati ancora nel 1944; Kolberg ("La cittadella degli eroi"), la storia della lotta dei Tedeschi contro Napoleone invasore, viene proiettato nel gennaio del 1945. 
La produzione delle "Notizie settimanali tedesche" di Goebbels finisce solo qualche settimana prima del suo suicidio; ma a quella data quasi i due terzi dei cinematografi del Reich sono chiusi.

In Italia si verifica un'analoga crescita: nel 1941 le sale di proiezione salgono a 5000 e si girano 91 film; nel 1942 se ne girano 118, e si vendono 500 milioni di biglietti.

In Gran Bretagna si vendono ogni settimana da 25 a 30 milioni di biglietti del cinema. Un ragazzo si vanta di aver visto 306 film nel 1942....,382 l'anno dopo e 403 nel 1944, quasi tutti americani. 
L'industria cinematografica britannica aumenta il proprio prestigio e la propria popolarità grazie a opere come Next of Kin ("Il parente più prossimo"), realizzato inizialmente per mettere in guardia i soldati dal lasciarsi sfuggire incautamente notizie utili al nemico (in Italia si ricorre a manifesti con l'avvertimento: "Taci, il nemico ti ascolta"), ma in cui la storia di spionaggio è così appassionante che il film viene poi proiettato in tutte le sale, o ancora la grandiosa versione dell'Enrico V di Shakespeare con Laurence Olivier. 
La maggior parte dei film, però, è americana.




Gli studi Paramount di Cecil B. De Mille, per esempio, realizzano enormi guadagni con i film
brillanti del trio Bing Crosby, Bob Hope e Dorothy Lamour, che portano milioni di spettatori
verso destinazioni esotiche. L'antifascismo viene trattato seriamente in Per chi suona la campanatratto dal romanzo di Ernest Hemingway, con Gary Cooper e Ingrid Bergman, il più grande successo della Paramount nel 1943. 
La stessa attrice, a fianco di Humphrey Bogart, è la protagonista di Casablanca, che resterà il più apprezzato film di guerra hollywoodiano.



Casablanca vince l'Oscar come miglior film del 1943. Ancor oggi rimane avvincente, perchè il cinico americano espatriato, interpretato da Humphrey Bogart, in fondo è un coraggioso antifascista, mentre l'ingenuo idealismo europeo è personificato da Ingrid Berman.


   
Sempre a Hollywood, due celebri personaggi prendono posizioni politiche divergenti. Charlie Chaplin, accanitamente antinazista, fa la parodia a Hitler, nel 1940, in Il grande dittatore; i critici lo incensano, il pubblico lo apprezza di meno. 
Filosovietico, dichiara nel 1941: "E sui campi di battaglia della Russia che la vita della democrazia è in gioco". 

Il suo principale rivale nel campo della riista è Mickey Mouse (Topolino), creato da Walt Disney. La guerra porta un duro colpo ai suoi studi di produzione di cartoni animati, per i quali l'Europa  rappresenta quasi la metà del mercato. Né gli incassi di Pinocchio e di Fantasia, usciti nel 1940, e neanche quelli di Bambi riescono a coprire le spese di produzione; tuttavia, nel 1947, Donald Duck (Paperino) vince un Oscar per aver lanciato un pomodoro maturo in faccia a Hitler in La faccia del Führer
Disney rischia il fallimento e il suo personale entra in sciopero per protestare contro i bassi stipendi. Il governo americano viene in aiuto con un vantaggioso contratto per la realizzazione di cartoni animati destinati all'addestramento delle forze armate: fra i titoli, Le tattiche degli aerosiluranti britannici.

Nel 1940 la Germania cessa di importare film americani; l'Italia ne importa pochi e solo attraverso enti di stato. L'industria cinematografica tedesca deve fornire una serie di prodotti equivalenti a quelli di Hollywood. Goebbels aumenta la proporzione delle opere di "intrattenimento" a scapito delle opere di propaganda, senza però rinunciare del tutto alla propaganda ideologica.
Così Programma a richiesta, del 1940, basato sul successo di una popolare trasmissione radiofonica, racconta il legame tra un ufficiale tedesco e una giovane donna, separati dal dovere. Alla fine i due innamorati si ritrovano quando la ragazza chiede che venga mandata in onda la canzone delle Olimpiadi del 1936, dove si sono conosciuti; il lieto fine si conclude con il sottofondo musicale di un coro che canta in crescendo l'inno militare più in voga del momento: Marciamo contro l'Inghilterra.
I propagandisti responsabili del cinema tedesco non commetteranno l'errore di presentare direttamente il partito nazista e la sua dottrina. Di solito ricorrono a un artifizio: produrre opere storiche, in cui Hitler e il suo regime vengono "trasferiti" a eroi politici o culturali del passato. E così in due film della fine del 1940: Friedrich Schiller ("I masnadieri"), con Horst Caspar nella parte del giovane genio tedesco in lotta contro i reazionari, e Bismarck, con Paul Hartmann, nel ruolo del principe che, preoccupato di salvare il nuovo stato tedesco di cui ha realizzato l'unità, stipula un accordo con la Russia, come ha fatto Hitler nel 1939; anche lui viene salvato dalla "previdenza" in occasione di un attentato di cui è autore un ebreo inglese. 
L'odio antisemita che ispira Süss I'ebreo, altra superproduzione storica che riunisce un gruppo di attori molto popolari, vuol preparare il popolo alla "soluzione finale" del cosiddetto problema ebraico. 
Nei 1941, Ohm Krüger, I'eroe dei Boericon Emil Jannings, dimostra che i campi di concentramento sono un'invenzione dei Britannici, presentati come l'incarnazione del male, contro cui lottano eroicamente i Boeri. Lord Kitchener, il comandante sadico, protegge i propri soldati usando come scudo le donne e i bambini dei coloni olandesi del Sudafrica, gridando: "Basta con queste stupidaggini umanitarie". 
Ma anche a un marziano la produzione del cinema occidentale dell'epoca sarebbe parsa identica nei contenuti: sentimento e suspense, morte eroica sul campo di battaglia contro nemici scaltri e sadici, e cosi via.
La propaganda camuffata da divertimento ha successo negli opposti campi.





("Hynkel") di Charlie Chaplin nel film Il grande dittatore (1940) gli procura un successo principalmente finanziario. Il film guadagna cinque milioni di dollari, contro un investimento di due milioni da parte di Chaplin. Delude molti; è perché la campagna pubblicitaria è stata eccessiva o perché il clown muto, caro agli Americani, parla per la prima volta sullo schermo?



Il film che ha tanto entusiasmato l'allora giovane aviere Nichols, il cui racconto è riportato sotto, è un fedele adattamento dell' Enrico V di Shakespeare. In origine, sul finire del XVI secolo, il dramma è servito come propaganda nazionalista. Ora è realizzato in Irlanda, senza badare a spese, in technicolor, allo stesso scopo.

"L'Enrico V di Laurence Olivier aveva colore, movimento, trombe, fanfare, musica e, soprattutto, un linguaggio che mi faceva rizzare i capelli in testa. Come tutti i film britannici degli anni Quaranta, sembrava rivolgersi a una minoranza di snob. Ma, a quel tempo , eravamo entusiasti della vittoria "condivisa" , delle conversazioni notturne del re con i suoi soldati, del lato robinhoodiano del soggetto [...]. Eravamo in quattro esteti ad andare, le rare sere di libera uscita, a vedere il film per La terza o la quarta volta nella vicina città siderurgica di Corby. Attraversando di corsa le strade bagnate, per non perdere l'ultimo autobus per il campo, ci giuravamo di restare fratelli per sempre [...] . Le nostre facce di ragazzi erano illuminate dalle vive luci delle fonderie". (Peter Nichols)




Bing  e Bob "prendono la strada" verso un nuovo grande successo. Come suggerisce la chitarra hawaiana di Bob, portano un attimo di distensione a milioni di persone. Secondo una maestra britannica, la "follia" e le canzoni di un film della serie Avventura in... "ne fanno un sicuro mezzo di evasione".



Ecco un nazista in difficoltà... Ronald Reagan ed Errol Flynn in L'avventura impossibile (1942) della Warner. Flynn, che interpreta la parte di un pilota di bombardiere della RAF bloccato in Germania, è un attore importante, a differenza di Reagan. Compare spesso in film di guerra: è nell'aviazione della marina in Bombardieri in picchiata, o nella polizia a cavallo canadese alla caccia di un nazista, in L'ostaggio, in La bandiera sventola ancora è un pescatore che aiuta la Resistenza norvegese; infine, nel 1945, diventa un paracadutista alleato in Asia, in obiettivo Burma.



VEDI ANCHE . . .

IL CINEMA NAZISTA



Nessun commento: