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mercoledì 29 ottobre 2014

LA BARCA (THE BOAT) - Buster Keaton



    
LA BARCA
Titolo originale - The Boat
Genere - Comico
Regia - Buster Keaton, Eddie Cline
Sceneggiatura - Buster Keaton, Eddie Cline
Fotografia - Elgin Lessley
Scenografia - Fred Gabourie (direttore tecnico)
Produttore esecutivo - Joseph M. Schenck
Casa di produzione - First National Pictures
Paese di produzione USA
Anno 1921
Durata 26 minuti (2 rulli)
Colore - Bianco/Nero
Audio - Muto

Interpreti e personaggi

Buster Keaton: il costruttore della barca
Eddie Cline: l'uomo che riceve l'S.O.S.
Sybil Seely: la moglie




The Boat ha molti punti di contatto con One Weeh, di cui ripete la struttura a imbuto e la progressione verso la catastrofe.

TRAMA - Buster Keaton costruisce una barca in casa, ma scopre alla fine che non passa per la porta ed è quindi costretto ad abbattere i muri. 
Le cose non vanno meglio con il varo e la barca affonda subito. 
Rimessala in sesto, Buster Keaton vi carica moglie e figli e parte per mare, immediatamente accolto da una tempesta. La famiglia si salva, raccolta in una vasca da bagno. Quando uno dei bambini estrae il tappo, anche la vasca naufraga: per fortuna il mare è basso, arriva sì e no alle ginocchia.

COMMENTO - Happt end? Varrà la pena ripetere quanto ho detto a proposito di One Week.
Non muore nessuno, è vero, ma la storia è quella di un autentico fallimento - e lo è sin dall'inizio. Quella barca che non vuole uscire dalla casa prefigura il disastro che incombe, proprio allo strumento stesso (dopo tutto essa è progettata per quattro persone). Ma una premonizione la è anche il gag di apertura:

1. Keaton in piedi sulla barca che rolla vistosamente, facendoci credere a un mare in tempesta;

2. successiva rivelazione: è il bambino che scuote la barca, ancora in casa.

Uno-due: un'immagine che ci inganna e un'immagine che svela l'inganno; ma anche il bambino e la tempesta, ovvero ciò che rivelerà il fallimento nella sua forma definitiva.

È davvero stupefacente la coerenza con cui Keaton pensa ogni sua opera come una concatenazione complessa di gag perfettamente e uniformemente funzionali, in cui anche il caso diventa una necessità o, per dirla con i surrealisti che tanto lo ammiravano, l'anima e la logica di una seconda realtà. Ed è tanto più stupefacente in quanto ogni film si ricollega si strutturalmente, analogicamente a un film precedente, ma al tempo stesso se ne differenzia ampiamente.


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