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giovedì 9 ottobre 2014

TEATRO ITALIANO DELL'OTTOCENTO (Italian theater of the Nineteenth Century)



  
TEATRO ITALIANO DELL'OTTOCENTO

In Italia durante tutto il XIX secolo la scena teatrale fu dominata dal melodramma, che raggiunse i suoi momenti più alti con le opere di Giuseppe Verdi durante la seconda metà del secolo ci fu una rinascita di interesse per il teatro: dopo i tentativi di Alessandro Manzoni e di Silvio Pellico (1789-1854) la tragedia venne abbandonata a favore del dramma, ovvero della commedia seria che metteva in scena la realtà contemporanea e ne analizzava i costumi. 
Temi frequenti erano i problemi del denaro e della famiglia (relazioni fra marito e moglie). In queste opere la critica della società non è mai profonda, e i contrasti si risolvono generalmente nel lieto fine.
Fra gli autori più rappresentativi di questo genere, che deriva dal dramma a tesi francese, sono Paolo Ferrari (Modena, 5 aprile 1822 – Milano, 9 marzo 1889) e  Vittorio Bersezio (Peveragno, marzo 1828 – Torino, 30 gennaio 1900).

Sotto l'influsso del teatro naturalista nacque il teatro verista ad opera di Giovanni Verga (1840-1922), che nel 1884 fece rappresentare la Cavalleria rusticana, riduzione teatrale della novella omonima. 

Altri esponenti del teatro verista sono Carlo Bertolazzi (Rivolta d'Adda, 2 novembre 1870 – Milano, 2 giugno 1916)Giacinto Gallina (Venezia, 31 luglio 1852 – Venezia, 13 febbraio 1897), Giuseppe Giacosa (1874-1906) e Marco Praga (Milano, 20 giugno 1862 – Varese, 31 gennaio 1929).


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