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domenica 5 ottobre 2014

TEATRO SCANDINAVO DELL'OTTOCENTO (Scandinavian theater of the Nineteenth Century)

NUDE -  Edvard Munch



    
TEATRO SCANDINAVO DELL'OTTOCENTO

Svezia, Norvegia e Danimarca non ebbero una produzione teatrale di particolare rilievo fino alla seconda metà dell'Ottocento.
La creazione di un teatro originale e nuovo spetta al norvegese Henrick Ibsen (1828-1906), le cui innovazioni ebbero un'influenza determinante per il rinnovamento del teatro europeo del 1900. Ibsen iniziò la sua attività di drammaturgo con opere di gusto romantico e passò poi ad affrontare tematiche psicologiche e storiche. La svolta del suo teatro si ebbe con Casa di bambola (1879) a cui seguirono Spetti
(1881) , L'anatra selvatica (1884), Casa Rosmer (1886), La donna del mare (1888), Hedda Gabler (1890). In questi drammi veniva per la prima volta presentata sulla scena una spietata analisi della società borghese del tempo, fondata sulla falsità dei rapporti umani.
Ibsen fu anche molto attento all'analisi psicologica dei personaggi sempre dibattuti interiormente fra le loro aspirazioni e la realtà quotidiana.
Le opere del drammaturgo norvegese costituirono un punto di riferimento per tutti gli autori che volevano staccarsi dal dramma romantico, dalla commedia leggera e dal dramma a tesi, genere, quest'ultimo, in cui la società borghese veniva criticata solo superficialmente, mentre i personaggi non avevano un profondo spessore psicologico e rischiavano di tornare ad essere dei tipi (l'adultera, il marito tradito ecc.).


Henrick Ibsen 

Un dramma di lbsen


Casa di Bambola è un dramma in tre atti scritto da Ibsen nel '1879. Il personaggio principale, attorno a cui ruota tutta I'azione, è Nora, moglie dell'avvocato Helmer. La donna per curare il marito, in passato, ha contratto un debito con Krogstad ed ha continuato a lavorare per lunghi anni cercando di restituire ciò che gli era stato prestato e di liberarsi così da quell'individuo che, meschinamente, la ricatta.
Quando il marito viene a conoscenza del prestito fattole da Krogstad, che è un dipendente della banca da lui diretta, la rimprovera autoritariamente e, incurante dei sentimenti e delle idee della moglie, cerca soltanto di soffocare lo scandalo e proteggere il buon nome della famiglia dalle critiche dell'ipocrita e conformista borghesia cittadina.
Nora s'accorge allora d'essere, sia per il marito che per i figli, nient'altro che una semplice ed inutile bambola.
Cerca, quindi, disperatamente d'imporre la sua autonomia e la sua identità al contesto sociale in cui vive, ma inutilmente. Tragicamente persa, impossibilitata ad essere una persona libera, responsabile di se stessa e delle sue azioni, decide di allontanarsi da quel mondo che le nega la vita, abbandonando la casa, il marito ed i figli.
Come tutti i personaggi di lbsen però, Nora non arriverà mai a soddisfare i suoi desideri perché la società e le sue debolezze glielo impediranno.


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