9474652420519448 01688101952603718437

martedì 11 novembre 2014

FRANCESCA DA RIMINI - Silvio Pellico

LE OMBRE DI PAOLO E FRANCESCA - Ary Scheffer (Vedi scheda)




  
Francesca da Rimini

Tragedia in versi in cinque atti di Silvio Pellico.

Ideata tra la primavera e l'estate del 1813 e terminata nell'estate del 1814, successivamente ancora corretta, venne rappresentata al Teatro Re di Milano il 18 agosto 1815 e pubblicata a Milano nel 1818.


ATTO I

Poco prima di morire il signore di Rimini ha imposto al primogenito Lanciotto di sposare Francesca da Polenta, figlia di Guido, signore di Ravenna, per evitare futuri scontri tra le due casate. Francesca, destinata al convento, ha accettato controvoglia; dopo un breve periodo di serenità ricade nella malinconia, quando apprende della morte in guerra di suo fratello, ucciso da Paolo, fratello di Lanciotto, di cui è innamorata e che sta per arrivare a Rimini. Paolo, quando arriva, reprime a stento i suoi sentimenti alla notizia delle nozze tra Lanciotto e Francesca, e, non volendo nuocerle, decide di ripartire al più presto.


ATTO II

Francesca confida al padre di essere infelice con Lanciotto e di amare in segreto un altro uomo. Guido decide di riportarla a Ravenna, per evitare l'irreparabile.
Lanciotto, affinché la concordia regni in famiglia, fa si che si incontrino Paolo e Francesca, che ha un accesso di gelosia davanti al cognato al sapere che è turbato per aver perso la donna amata.


ATTO III

Francesca ha deciso di partire il giorno dopo; mentre si reca a pregare nella cappella, incontra Paolo; i due si confessano l'amore tenuto nascosto per così lungo tempo, rendendosi conto però di non poterlo soddisfare. 
Quando Paolo sta per andarsene, Francesca sviene tra le braccia del padre, squarciando il velo dei sospetti a Lanciotto, che ordina di non lasciar uscire Paolo dal palazzo.


ATTO IV

Dopo averle estorto la confessione dell'innocenza, Guido vuole preservare la figlia sottraendola all'infuriato Lanciotto, che non crede alle ripetute dimostrazioni d'innocenza del fratello e della moglie, ma teme che stiano per fuggire da lui e unirsi altrove.
Paolo viene arrestato e disarmato.


ATTO V

Per intercessione di Guido, Francesca, prima di allontanarsi definitivamente da Rimini, vuole ottenere il perdono di Lanciotto; inaspettatamente, è raggiunta da Paolo, che, corrotte le guardie, è uscito di cella ed è accorso in armi, spaventato da un sogno funesto per Francesca. Lanciotto li sorprende e li uccide con la spada donatagli da Paolo stesso al ritorno dalla guera; macchiata del sangue del fratello di Francesca.
Tornato in sé, Lanciotto è disperato e vorrebbe uccidersi, ma è trattenuto da Guido.


NOTA - La tragedia di Pellico inserisce rispetto al testo dantesco un elemento nuovo ed originale: Francesca e convinta di odiare Paolo che in guerra ha ucciso suo fratello, ma quando lo rivede, dopo diversi anni di lontananza, scopre di amarlo. Nella realtà storica Francesca aveva conosciuto Paolo prima di incontrare Lanciotto, perche Paolo era stato inviato dal fratello per sposare Francesca "per procura". Paolo era un bel giovane a differenza del fratello Lanciotto che era zoppo. L'elemento della bruttezza di Lanciotto non viene mai ricordato pero nella tragedia di Pellico.


Francesca da Rimini è tra i miti più diffusi, popolari, radicati e longevi della cultura occidentale.
A lei, a partire dal Settecento, una schiera di innumere­voli artisti ha dedicato opere in ogni forma d’espressione e in ogni lingua: poesie, commedie, tragedie, melodrammi, film, musiche, dipinti, sculture, incisioni. Opere, spesso di grande valore e di grande successo, che, nell’immaginario collettivo, l’hanno trasformata da peccatrice-adultera in una eroina, vittima di un inganno nuziale e di intrighi di potere, fino a farne, ai nostri giorni, il simbolo della fedeltà eterna al primo amore e della passione che tutto vince.
Sarebbe oltremodo presuntuoso credere di trattare in maniera esaustiva in una semplice monografia, una figura letteraria e un tema tanto affascinanti, quanto vasti e complessi.
Perciò, questo lavoro si è posto due obiettivi ben de­finiti e limitati.
Il primo è quello di tentare di ricostruire una mappa, necessariamente sommaria, di quando, come e dove, que­sto mito è nato e si è sviluppato.
Il secondo è di dimostrare la sua complessità, tentando, ove possibile, di svelare le ragioni della sua fortuna e di mettere in evidenza la sua dimensione internazionale e le interconnessioni che legano persone, vicende e luoghi che lo riguardano.
Il tutto illustrando, seppur in sintesi, la vicende attor­no all’opera di Pellico, alle tournée di Adelaide Ristori, alla celebre pittura di Scheffer, e ai successi americani di Francesca, per quanto riguarda l’Ottocento; percorrendo il Novecento attraverso le varie fortune dell’opera, di Zandonai e degli autori che hanno traghettato il mito della nostra eroina fino ad oggi. Tentando di raccordare e di contestualizzare i tanti e vari aspetti di questa affascinante ed intricata vicenda.
Va chiarita anche la pregiudiziale rigorosa che è alla base di questo lavoro: esistono due Francesche da Rimini.
C’è la Francesca di Dante, racchiusa nel quinto canto, nella quale solo il Poeta era riuscito a coniugare, in maniera sublime e misteriosa, peccato e bellezza, amore e morte, passione, pena e amorosa pietà. Una Francesca che, per facilità di dialogo e per primato temporale, e non certo perché nei secoli abbia perso il suo fascino, definiremo la “classica”, la “vecchia”.
C’è poi una Francesca “nuova”, nata quattro secoli dopo, che, seppur ispirata dai versi del Poeta, ha vissuto e vive ancora, invece, con vita autonoma e con opere dedicate a lei soltanto. Più che del Sommo, è figlia delle sensibilità e delle pulsioni romantico-patriottiche che af­fondano le loro radici nell’Ottocento. 
Pulsioni e tensioni dalle quali sono scaturiti il coraggio e la forza di trattare temi che, fino all’ancien regime, erano tabù, e di riproporli, talvolta, anche in termini dissacratori.

È di quest’ultima, soltanto, che qui ho trattato.


VEDI ANCHE . . .

PAOLO E FRANCESCA - Dante Alighieri

FRANCESCA DA RIMINI - Antonio Petito

PAOLO E FRANCESCA SORPRESI DA GIANCIOTTO - Jean Auguste Dominique Ingres



Nessun commento: