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sabato 8 novembre 2014

LA GRANDE ILLUSIONE (Grand Illusion) - Jean Renoir


LA GRANDE ILLUSIONE 
Regia - Jean Renoir
Titolo originale - La grande Illusion
Genere - Guerra, drammatico
Sceneggiatura - Charles Spaak e Jean Renoir
Casa di produzione - Réalisations d'Art Cinématographique
Fotografia - Christian Matras
Montaggio - Marguerite Renoir e Marthe Huguet
Musiche - Joseph Kosma
Scenografia - Eugène Lourié
Costumi - René Decrais
Trucco - Raffels
Paese di produzione - Francia
Anno 1937
Durata 114 minuti
Colore - Bianco/Nero
Audio - Sonoro

Interpreti e personaggi

Jean Gabin: Tenente Maréchal
Dita Parlo: Elsa, la contadina tedesca
Pierre Fresnay: Capitano de Boëldieu
Erich von Stroheim: Capitano von Rauffenstein
Marcel Dalio: Tenente Rosenthal
Julien Carette: Cartier, l'attore
Georges Péclet: un ufficiale francese
Werner Florian: Sergente Arthur
Jean Dasté: l'insegnante
Sylvain Itkine: Tenente Demolder
Gaston Modot: l'ingegnere

Doppiatori italiani

Emilio Cigoli: Jean Gabin
Giulio Panicali: Pierre Fresnay
Aldo Silvani: Erich von Stroheim
Bruno Persa: Werner Florian
Carlo Romano: Marcel Dalio
Stefano Sibaldi: Gaston Modot
Lauro Gazzolo: Jean Dasté
Giorgio Capecchi: Julien Carette

Il film più bello mai fatto sulla guerra è forse il capolavoro di Jean Renoir La grande illusioneapparso nel 1937 (in Italia nel 1947).
Esso racconta di un gruppo di Francesi prigionieri di guerra - tutti ufficiali e piloti abbattuti dai Tedeschi - i quali rappresentano uno spaccato della società francese: fra i protagonisti ci sono De Boeldieu, un aristocratico ufficiale di carriera interpretato da Pierre Fresnay; il ricco ebreo Rosenthal, interpretato da Marcel Dalio; I'operaio parigino Maréchal, interpretato da Jean Gabin.
Nella prima parte si vedono questi uomini che combattono la noia e fanno progetti di evasione. Un giorno essi ricevono dei costumi teatrali per inscenare una rivista e chiedono al giovane Maisonneuve, a causa della sua "figura angelica", di fare una parte femminile. Maisonneuve indossa il costume e, fra l'imbarazzo dei presenti, che non vedono una donna da anni, sembra trasformarsi ai loro occhi nella quintessenza della femminilità.
La recita è un successo di ilarità, finché Jean Gabin non la interrompe bruscamente per dare la notizia che i Francesi hanno riconquistato Fort-Douaumont, a Verdun.
I prigionieri prorompono nel canto della Marsigliese. Gli ufficiali tedeschi se ne vanno, ma Jean Gabin è messo in cella.
Dopo ripetuti tentativi di fuga falliti, i prigionieri sono rinchiusi in una fortezza comandata da Rauffenstein (interpretato da Erich von Stroheim), un ufficiale che nelle prime scene del film, ha abbattuto l'aereo di De Boeldieu. 
L'appartenenza alla stessa casta avvicina i due ufficiali di carriera, ma la lealtà verso la patria e i compagni d'armi ha il sopravvento. De Boeldieu mette in atto un ingegnoso piano diversivo per attirare su di sé l'attenzione dei Tedeschi, mentre i suoi compagni evadono: va a suonare il flauto sui tetto del castello. 
Le cose vanno come sperato, ma a costo della vira di De Boeldieu, colpito a morte dal "collega" Rauffenstein. 
Maréchal e Rosenthal, aiutati da una vedova di guerra tedesca che ha compassione di loro, raggiungono infine la Svizzera e la libertà.

Questi brevi cenni danno solo una pallida idea dell'intensità e dell'umanità con cui Renoir ricrea il mondo dei soldati della Grande Guerra, mondo che conosceva bene per aver prestato servizio egli stesso nell'aviazione francese.
Il regista dichiarerà più tardi che si tratta di una storia vera: comunque sia, è indubbio che il film è il più commosso tributo che il cinema abbia reso ai combattenti di ogni Paese.


Ufficiali francesi di varie classi sociali, prigionieri in Germania,
osservano 
una parata militare tedesca.






I preparativi per una recitasi arrestano quando il giovane Maisonneuve, indossando abiti femminili, risveglia nei prigionieri ricordi sopiti.

De Boeldieu sul tetto della prigione mentre affronta la morte per favorire l'evasione dei compagni Rrosenhal e Maréchal.

De Boeldieu mormora a Rauffenstein: "Per un uomo del popolo è terribile morire in guerra. Per voi e per me, è una buona soluzione".


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