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lunedì 1 dicembre 2014

IL FANATISMO o IL PROFETA MAOMETTO (Le fanatisme, ou Mahomet le prophète) - Voltaire



  
Il fanatismo o II profeta Maometto

Autore - Voltaire
Lingua originale - Francese
Genere - Tragedia
Ambientazione - La Mecca
Composto nel 1736

Personaggi

Maometto
Zopire, sceicco della città di La Mecca
Omar, luogotenente di Maometto
Séide, giovane schiavo di Maometto
Palmire, schiava di Maometto rapita da Zopire
Phanor, senatore de La Mecca
Truppe de La Mecca
Truppe musulmane

Tragedia in versi in cinque atti di Voltaire. Rappresentata a Parigi alla Comédie-Française il 9 agosto 1742, venne pubblicata nel 1742.


TRAMA

L'azione si svolge a La Mecca nel 622: la città è ormai accerchiata dalle truppe di Maometto e sta per cadere. I personaggi sono:

Zopire, principe della città di La Mecca.
Phanor, fedele consigliere di Zopire
Palmire, schiava di Maometto rapita da Zopire.
Séide, giovane schiavo di Maometto.
Omar, già persecutore di Maometto, poi divenuto il suo miglior luogotenente


ATTO I

Maometto è in guerra con La Mecca, ma propone la pace: Zopire, sceicco della città e acerrimo nemico del profeta, rifiuta la proposta di Maometto che offre come ostaggio il suo schiavo Seid e chiede in cambio la restituzione di Palmire, una fanciulla che lo sceicco ha preso prigioniera nel campo di Maometto.


ATTO II

Maometto, in un momento di tregua, entra nella città, mentre Seid e Palmire, che si amano, si prostrano ai suoi piedi. Maometto li congeda bruscamente, confidando poi al luogotenente Omar d'essere innamorato di Palmire e svelandogli che i due ragazzi sono, in realtà, i figli di Zopire, il quale, ignaro, ha incoraggiato il loro legame amoroso. 
Il profeta rinnova le sue profferte di pace allo sceicco e gli rivela che i suoi figli sono ancora vivi. Ma il virtuoso Zopire non è disposto a tradire la patria per i propri affetti. Maometto, a questo punto, decide, su consiglio di Omar, di farlo ammazzare dall'ingenuo e fanatico Seid.


ATTO III

Seid, terrorizzato dal giuramento di obbedienza prestato dinanzi all'altare e sollecitato da Maometto, che gli promette in premio la mano di Palmire, accetta di uccidere Zopire, ma al momento decisivo si lascia commuovere dalla bontà del vecchio sceicco.


ATTO IV

Hercide, l'ufficiale al quale è stata affidata l'educazione di Seid, venuto a conoscenza del tentato parricidio, vuole rivelare a Zopire l'identità dei suoi figli. Ma Maometto ordina di eliminarlo, così come ordina l'avvelenamento di Omar, una volta che il delitto sarà stato compiuto. 
Seid, spinto dalle rampogne del profeta, in una sorta di delirio, pugnala Zopire mentre sta pregando. Tuttavia, anche in questo caso, il giovane, turbato dall'umanità della vittima, non ha il coraggio di finirlo. 
Nel frattempo arriva un senatore fedele a Zopire, il quale porta a notizia che Hercide, in punto di morte, ha confessato il nome dei figli dello sceicco. 
Seid e Palmire abbracciano il padre che muore. Intanto irrompe Omar, che accusa Seid dell'omicidio e lo fa imprigionare.


ATTO V

Il popolo, saputa la notizia della trama delittuosa di Maometto, libera Seid e invade i palazzo del profeta. Quest'ultimo però affronta la folla minacciosa e invita Dio a castigare l'impostore. Seid, avvelenato da Omar prima che commettesse I'assassinio, muore. 
La gente, vedendo nella scomparsa di Seid la punizione divina, si ritira intimorita. Palmire, rimasta sola, dopo aver maledetto il profeta , si ammazza. Maometto, addolorato per la perdita dell'amata, sembra pentito, ma in ultimo chiede a Omar di aiutarlo a nascondere i suoi delitti per proteggere I potere.



Maometto ossia il fanatismo (Le fanatisme, ou Mahomet le prophète) è una tragedia di Voltaire scritta nel 1736 e rappresentata per la prima volta dalla compagnia di Lanoue a Lilla il 25 aprile 1741, quindi a Parigi il 9 agosto 1742.

L'opera è un atto di accusa contro l'islam: attraverso il personaggio di Maometto, comandante militare capo abile crudele, l'autore denuncia il fanatismo e l'integralismo religioso dell'Islam. Il suo reale obbiettivo però rimane quello di denunciare ogni forma di fanatismo, in particolare quello del clero a lui contemporaneo. Dedica difatti l'opera al papa Benedetto XIV con sottile ironia, papa da lui considerato fanatico estremista cattolico. 
Il papa non coglie la sottigliezza della dedica, che accetta ben volentieri in nome della antica diffidenza ecclesiastica nei confronti della religione islamica. 
L'opera fu più volte censurata tra il 1741 ed il 1748, destino comune a molte opere di Voltaire che spesso criticava la religione, i fedeli e filosofi famosi.

Nel dicembre 2005, poche settimane dopo la controversia sulle caricature di Maometto sul Jyllands-Posten (30 settembre), una messa in scena della tragedia a Saint-Genis-Pouilly, Ain, Francia, provocò la richiesta di cancellazione da parte islamica e proteste fuori dal teatro.


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