9474652420519448 01688101952603718437

martedì 9 dicembre 2014

LUCREZIA BORGIA - Victor Hugo




LUCREZIA BORGIA
Autore - Victor Hugo
Titolo originale - Lucrèce Borgia
Lingua originale - Francese
Genere - Dramma
Composto nel 1833

Personaggi

Donna Lucrezia Borgia
Don Alfonso d'Este
Gennaro
Gubetta
Maffio Orsini
Geppo Liveretto
Don Apostolo Gazella
Ascanio Petrucci
Oloferno Vitellozzo
Rustighello
Astolfo
La principessa Negroni
Un usciere
Alcuni monaci
Signori, paggi, guardie

Trasposizioni operistiche

Lucrezia Borgia di Gaetano Donizetti



Lucrezia Borgia (Subiaco, 18 aprile 1480 – Ferrara, 24 giugno 1519) figlia illegittima del cardinale Roderic Llançol de Borja (più tardi divenuto Papa Alessandro VI), fu una delle figure femminili più controverse del Rinascimento italiano.


Lucrezia Borgia è un dramma in prosa in tre atti di Victor Hugo. Composto tra il 9 e il 20 luglio 1832, venne rappresentato a Parigi al Théàtre de la Port-Saint-Martin il 2 febbraio 1833 e pubblicato a Parigi nel 1813. Questa opera è basata liberamente sulla vita di Lucrezia Borgia. Il dramma ispirò Felice Romani, che compose il libretto dell'opera omonima di Gaetano Donizetti.


ATTO I

A Palazzo Barbarigo, a Venezia, durante una festa notturna in maschera, l'emissario spagnolo Gubetta accoglie in gran segreto Lucrezia Borgia, da un mese in incognito a Venezia, spiata a sua insaputa da emissari del gelosissimo marito, il duca Alfonso d'Este. 
Lucrezia vuole redimere la sua pessima reputazione e ordina a Gubetta di liberare, o almeno intercedere per la loro sorte, quanti sono in carcere perché da lei denunciati. 
Lucrezia è innamorata del giovane capitano di ventura Gennaro, addormentatosi nel corso della festa. Costui, orfano di umili origini, dall'età di sedici anni riceve lettere dalla madre, di cui sa che è nobile, prigioniera di una famiglia che Io ucciderebbe, se ne conoscesse l'esistenza, cosi come ne ha ucciso il padre. 
Lucrezia, senza accorgersi di essere spiata, rivela a Gennaro, addormentato, il suo amore e lo sveglia con un bacio. Non può rivelargli la propria identità e viene sorpresa dal precipitoso arrivo dei compagni d'arme di Gennaro, tutti vittime in passato dei delittuosi disegni di Lucrezia, che la smascherano. 
Gennaro la respinge e lei sviene ai suoi piedi. 
Tornata a Ferrara, nel suo palazzo, Lucrezia attende insieme a Gubetta di vendicarsi dei compagni d'arme di Gennaro, ufficialmente inviati a Ferrara per un'ambasceria e invitati a cena a casa della principessa Negroni, adiacente la dimora di Lucrezia. Solo Gennaro non è stato invitato, poiché Lucrezia non vuole danneggiarlo in alcun modo: i suoi compagni si beffano di lui. 
Per dimostrare il suo disprezzo per i Borgia, Gennaro sfregia lo stemma nobiliare di Palazzo Borgia e si assume la responsabilità del gesto, anche a costo di essere impiccato.


ATTO II

 A Palazzo Ducale, Alfonso mostra a Lucrezia il reo dello sfregio, Gennaro, condannato a morte: spetta a Lucrezia scegliere la modalità dell'esecuzione. Lucrezia, angosciata, cerca di rabbonire il marito e il suo desiderio di vendetta. 
Alfonso, disgustato dalla natura corrotta dei Borgia, le rinfaccia di sapere tutto sulla loro tresca. Scopre che Gennaro è il soldato che ha salvato la vita a suo padre Ercole durante I'assedio di Faenza, ma, fingendo di celebrare I'agnizione con un brindisi, gli somministra il famoso veleno dei Borgia. 
Lucrezia, rimasta sola con Gennaro, riesce a fargli bere l'antidoto e gli mostra la via di fuga per Venezia. Prima di separarsi, però, Gennaro le chiede di giurargli di non essere coinvolta nelle disgrazie di sua madre. Lucrezia non può giurare e Gennaro se ne va maledicendola.
Alfonso è informato della fuga di Gennaro, ma frena il suo desiderio di vendetta, perché Gennaro è invitato alla cena della principessa Negroni.


ATTO III

Al banchetto, Gubetta si guarda bene dall'ingerire il vino, gradito dagli ospiti veneziani. Intona una canzone ironica sul destino degli ubriachi, quando all'esterno si ode risuonare un lugubre vespro, sempre più vicino. A un verso convenuto della canzone di Gubetta, irrompono nella sala chiusa dall'esterno i coristi in abito di penitenti incappucciati, ponendosi tutt'intorno la sala.
In mezzo a loro avanza Lucrezia, che annuncia agli ospiti che sono stati avvelenati dal vino e mostra loro le bare già pronte. Lucrezia è sconvolta al vedere anche Gennaro e ottiene d'essere lasciata sola con lui. In un primo momento riesce a placare il desiderio di vendetta di Gennaro, poiché lei ha intenzione di redimersi con la monacazione. Gennaro, però, quando sente l'invocazione di un suo compagno morente, la pugnala a morte. 
Lucrezia, spirando, rivela a Gennaro d'essere sua madre. 


VEDI ANCHE . . .



Nessun commento: