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mercoledì 4 febbraio 2015

LA CENA DELLE BEFFE (The dinner of mockery) - Sem Benelli



LA CENA DELLE BEFFE

Poema drammatico in quattro atti di Sem Benelli
Composto nel 1909, venne rappresentato al Teatro Argentina di Roma il 16 aprile 1909 e pubblicato a Milano nel 1909.

Lingua originale - Italiano

Ambientazione A Firenze ai tempi di Lorenzo il Magnifico

Personaggi

Giannetto Malespini
Neri Chiaramantesi
Gabriello Chiaramantesi
Il Tornaquinci
Fazio
Il Trinca
Il Dottore
Il Calandra
Nencio
Lapo
Un cantore
Staffieri dei Medici
Servi del Tornaquinci
Ginevra
Lisabetta
Laldomine
Fiammetta
Cintia


Trasposizioni operistiche

La cena delle beffe, trasposizione operistica di Umberto Giordano del 1924

Riduzioni cinematografiche

La cena delle beffe, riduzione cinematografica di Alessandro Blasetti del 1941



ATTO I

Ai tempi di Lorenzo il Magnifico, Giannetto Malespini vuole vendicare il sopruso di Neri Chiaramontesi, che gli ha sottratto la donna amata, Ginevra, tendendogli un agguato quando sperava di riconquistarla. L'occasione per il suo piano è una cena offerta dai suoi sodali, i Tornaquinci, alla quale vengono invitati i fratelli Chiaramontesi - il solare Neri e il malinconico Gabriello, entrambi innamorati di Ginevra.
Giannetto gioca sulla loro sorda rivalità, acuita dalla civetteria di Ginevra; allontanatosi Gabriello per Pisa, dietro ordine di Lorenzo, Giannetto sfida Neri a una scommessa, che Giannetto vince ingannando, il rivale e facendolo arrestare, per poter trascorrere la notte con Ginevra.


ATTO II

Giannetto svela a Ginevra la burla e, quando lei sta per cedergli, arriva Neri armato di roncola. Giannetto lo fa catturare dalle guardie medicee, ma Neri, compreso di essere stato beffato durante la cena, minaccia vendetta.


ATTO III

In uno stanzone sotterraneo di Palazzo Medici, Giannetto sottopone Neri alla "prova della pazzia", per quanto lo si avverta a non insistere in un gioco che potrebbe divenire mortale. Giannetto, animato dal desiderio di umiliare gli avversari, fa sfilare davanti a Neri persone che possano commuoverlo: tra queste v'è Lisabetta, da lui amara e tradita, che gli consiglia di fingere una moderata pazzia per essere liberato e vendicarsi a sua volta. 
Giannetto, pur avendo compreso la finzione di Neri, è schiavo della viltà e lo libera. Giannetto gli dà appuntamento per la notte in camera di Ginevra, promettendogli che andrà dall'amata per verificare le minacce di morte di Neri.


ATTO IV

Nella camera di Ginevra, di notte, Neri irrompe e costringe Ginevra ad aiutarlo a uccidere chi è a letto con lei, convinto che sia Giannetto. Ma questi compare come evocato dalle tenebre e rivela di aver prestato i propri abiti a chi da tempo voleva giacere con Ginevra; Neri si rende conto di aver ucciso Gabriello, rientrato da Pisa. Neri impazzisce davvero e Giannetto, inchiodato dalla sua viltà, assiste impotente al delirio del nemico.


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