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venerdì 18 dicembre 2015

LO STATO DELL'UNIONE (State of the Union) - Frank Capra

Spencer Tracy e Katherine Hepburn

LO STATO DELL'UNIONE 
(State of the Union) 

Regia - Frank Capra
Genere - Drammatico, commedia, sentimentale
Soggetto dal lavoro teatrale di Russel Crouse e Howard Lindsay
Sceneggiatura - Myles Connolly, Anthony Veiller
Produttore - Frank Capra Anthony Veiller (associato)
Casa di produzione - Liberty Films
Fotografia - George J. Folsey
Montaggio - William Hornbeck
Effetti speciali - A. Arnold Gillespie
Musiche - Victor Young
Scenografia - Cedric Gibbons e Urie McCleary Emile Kuri e Edwin B. Willis (arredamenti)
Costumi - Irene
Trucco - Jack Dawn Sydney Guilaroff (hair styles designer)
Lingua originale - Inglese
Audio - Mono (Western Electric Sound System) Douglas Shearer
Paese di produzione - Stati Uniti
Anno 1948
Durata 124 minuti
Colore - Bianco/Nero

Interpreti e personaggi

Spencer Tracy: Grant Matthews
Katherine Hepburn: Mary Matthews
Van Johnson: Spike MacManus
Angela Lansbury: Kay Thorndyke
Adolphe Menjou: Jim Conover
Lewis Stone: Sam Thorndyke
Howard Smith: Sam I. Parrish
Charles Dingle: Bill Noland Hardy
Maidel Turner: Lulubelle Alexander
Raymond Walburn: Giudice Alexander
Margaret Hamilton: Norah
Art Baker: Annunciatore alla radio
Pierre Watkin
Florence Auer: Grace Orval Draper
Irving Bacon: Buck Swanson
Franklyn Farnum
Mahlon Hamilton
Dell Henderson: Broder
Rhea Mitchell

Doppiatori italiani

Doppiaggio degli anni quaranta:

Gaetano Verna: Grant Matthews
Wanda Tettoni: Mary Matthews
Alberto Sordi: Spike MacManus
Dhia Cristiani: Kay Thorndyke
Amilcare Pettinelli: Jim Conover
Mario Besesti: Sam I. Parrish
Cesare Polacco: Bill Noland Hardy
Olinto Cristina: Giudice Alexander
Bruno Persa: Buck Swanson

Ridoppiaggio degli anni ottanta:

Bruno Alessandro: Grant Matthews
Paola Mannoni: Mary Matthews
Emilio Cappuccio: Spike MacManus
Noemi Gifuni: Kay Thorndyke
Alvise Battain: Jim Conover
Michele Kalamera: Sam I. Parrish




TRAMA - A Grant Matthews, un imprenditore, viene proposto di presentarsi candidato alle elezioni presidenziali: l'offerta giunge da Kay Thorndyke, ereditiera di un magnate della stampa, e da Jim Conover, un padrino del partito repubblicano. Grant dapprima nicchia, poi si lascia convincere dal fascino di Washington e dalla storia della Nazione americana.
Si organizza così la campagna. Spiegano a Grant come deve comportarsi politicamente, e lo costringono ad accettare compromessi e menzogne. Anche Mary, moglie separata di Grant, deve piegarsi al compromesso di convivere con l'ex marito (il quale invece ha una relazione con Kay). 
Ben presto, però, Grant si accorge del meccanismo perverso in cui è stato coinvolto, e il suo dissenso traspare dagli interventi inconsueti e anticonvenzionali che fa in pubblico. E Mary che gli fa capire la strada giusta. Così, un giorno - in piena campagna elettorale, nel corso di un comizio alla presenza dei maggiori media - egli si ritira: ha perso la Casa Bianca ma ha riguadagnato Mary, la sua coscienza.

COMMENTO - Il post populismo. La solita mistica della Casa Bianca, la solita ossessione dei giornali, la solita diffidenza verso i politici, la solita fede nella gente.
"Questi telegrammi sono solo della gente ...", viene fatto notare a Spencer Tracy. 
"Solo della gente?", si inalbera lui. 
Il sogno americano non è far soldi. È benessere e libertà. Ma è ricetta vecchia e gli ingredienti stanno ormai andando a male. C'è però qualcosa in più: I'ossessione anticomunista ("Mi fate diventare comunista", dice Tracy, "mia moglie dice che parlo come un comunista" dice il barbiere, ecc.). 
Contro comunismo e fascismo sono i discorsi del candidato presidente, con una sottile paura della bomba. E poi ci sono, ossessionati e minacciosi, i nuovi media: non più solo la stampa, ma la radio e la televisione.
Microfoni e telecamere sono mostruosi mulini a vento. E di fronte alla nuova paurosa realtà, non resta che un malinconico ammiccamento alla fantasia: Van Johnson con un fumetto di Walt Disney in tasca.


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