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mercoledì 6 gennaio 2016

IL GOLEM (Der Goylem) - Halper Leivick

Halper Leivick

Halpern Leivick (Igumen, 25 dicembre 1888 – New York, 23 dicembre 1962) è stato uno scrittore russo in lingua yiddish. Firmava i suoi lavori come H. Leivick.
Nato nell'odierna Bielorussia ricevette la tradizionale educazione ebraica e divenne istruttore privato e scrivano.
Seguace del movimento socialista ebraico fu arrestato più volte prima di finire deportato in Siberia. Riuscì ad evadere dai lavori forzati e fuggire attraverso l'Europa fino ad arrivare negli Stati Uniti (1914) dove si unì a dei conoscenti. Colpito dalle sommosse arabe del 1929 prima e dall'olocausto poi, si reca in pellegrinaggio in Israele e in Germania in visita agli ebrei liberati dai campi di concentramento.
Le prime opere scritte risalgono al 1919 con la pubblicazione di una raccolta di canti. Ma la notorietà di Leivick è dovuta al poema Il Golem del 1921, che narra di un automa animato di un rabbino praghese che sfugge al suo controllo.


 Il Golem 

Il Golem fu scritto da Halpern Leivick nel 1921, è poema drammatico in otto scene che venne rappresentato a Mosca nel 1925 e pubblicato in inglese nel 1928.

Siamo a Praga nel XVII secolo. Il rabbino Maharal, al fine di proteggere la comunità ebraica e facilitare il proprio lavoro, decide di dare vita a un Golem, una creatura fatta di terra che solo pochi uomini possono risvegliare dal suo sonno tramite una formula magica. 
Avversi presagi accompagnano il risveglio del Golem, impiegato in qualità di servo dallo stesso rabbino. Questi conduce il Golem nella propria dimora, dove vive con la moglie e la nipote Devorale.  
II Golem sembra innamorarsi della ragazza, atterrita però dalla presenza della strana creatura. II rabbino, accorgendosi che il Golem terrorizza gli abitanti del villaggio, lo manda a vivere in una torre abbandonata della città, rifugio di molti vagabondi e di poveri senza dimora.
Maharal ordina al Golem di scacciare i mendicanti e di attendere l'arrivo del cristiano Taddeus e del Monaco, per picchiarli e metterli in fuga. Sopraggiungono poco dopo Devorale e la nonna, che stanno cercando il rabbino e si sono perse nei cunicoli della moschea; il Golem indica alle due donne terrorizzate l'uscita. 
Il Golem cade in un sonno profondo che dura due giorni e viene svegliato dal rabbino, che gli affida un secondo incarico: scendere nei sotterranei della sinagoga per recuperare due bottiglie di sangue umano ivi lasciate dai due cristiani, come (falsa) prova del fatto che gli ebrei uccidessero i cristiani e usassero il loro sangue per la preparazione di determinati cibi. 
Dopo aver impartito gli ordini, il rabbino lascia solo il Golem, che inizia la sua discesa: una visione infernale paralizza il Golem, che ormai desidera solo ripiombare nel sonno. Il rabbino però vuole che il Golem resti al suo servizio. 
La creatura si ribella e, in un impeto di rabbia, colpisce alcuni ebrei che si trovavano fuori dalla moschea: quando il rabbino vede lo spargimento di sangue del suo stesso popolo, riluttante acconsente a riaddormentare il Golem.


Una versione teatrale di The Golem sulla base di poema di Leivick è stata recentemente pubblicata dal drammaturgo americano Howard Rubenstein e ha debuttato al Teatro Penn, San Diego.



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