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giovedì 11 febbraio 2016

DUNQUE È QUESTO L'AMORE? (So This Is Love?) - Frank Capra

   
DUNQUE È QUESTO L'AMORE?
So This Is Love?
Regia - Frank Capra
Soggetto - Norman Springer
Genere - Commedia
Sceneggiatura - Elmer Harris, Rex Taylor
Fotografia - Ray June
Montaggio - Arthur Roberts
Scenografia - Robert E. Lee
Paese di produzione - USA
Anno 1928
Durata 60 minuti
Colore - Bianco/nero
Audio - Muto

Interpreti e personaggi

Shirley Mason: Hilda Jenson
William Collier Jr.: Jerry McGuire
Johnnie Walker: Spike Mullins
Ernie Adams: Flash Tracy
Carl Gerard: Otto
William H. Strauss: Maison Katz
Jean Laverty: Mary Malone


TRAMA - Jerry Mc Guire, un disegnatore di abiti femminili, e Spike Mullins, un boxeur, si contendono l'amore di Hilda Jensen, cameriera di una caffetteria. A un ballo, Spike picchia Jerry e gli prende la ragazza. Lei è innamorara però diJerry (e glielo ha dimostrato facendogli i panini più belli) e tifa per lui. Jerry prende lezioni di boxe e sfida il rivale. Ma è una sfida temeraria, si capisce subito che perderà di fronte al forzuto nemico.
Hilda ne pensa dunque una delle sue: fa le moine a Spike e gli fa subdolamente mangiare prima dell'incontro un lauto banchetto. Così durante l'incontro Spike crolla, più per la indigestione che per i colpi di Jerry, e perde match e ragazza.


COMMENTO - Un film sul cibo, come That Certain Things (Quella certa cosa), alle porte della depressione. Ma il cibo, oltre che I'immagine di una società, è anche una metafora sessuale , qui più che in ogni altro film di Capra (anche più dell'ammiccante It Happened One Night - Accadde una notte). 
La chiave la dà una delle primissime sequenze, in cui, allo sguardo del pugile Spike Mullins, la giovane camerierina appare come un "polletto" (è una dissolvenza tra il primo piano della ragazza e un primissimo piano del pollo arrosto cucinato nel ristorante). E la ragazza, invaghita di lui, gli confeziona un superpanino farcito di erotismo. 
La metafora sessuale torna alla fine, quando la ragazza, ormai invertite le parti, ingozza il pugile (con un'insistenza sospetta su simboli fallici come cetrioli e sigari) per far vincere il rivale. 
Il cibo è, dunque, una mediazione dell'amore e una rappresentazione del desiderio. La "gola", il rapporto con essa, è in questo caso l'amore (come dice il titolo: "questo è dunque I'amore"...). "Penso sempre al sandwich che mi hai fatto...". Così suona la più ardita dichiarazione d'amore nel film.
Non mancano, naturalmente, attorno a questa chiave erotico-gastronomica, le solite gags da "B movie": la ragazza, aggrappata alla finestra, dopo che è caduta la scala; una grassa anziana signora che gira sul piedistallo del sarto come fosse la modella di una statua; uno stecchino che cade di bocca all'arrivo del grosso pugile; e poi scivolate classiche, pugni in faccia alla persona sbagliata, gags ricorrenti (un pugile timido sorpreso continuamente seminudo negli spogliatoi, uno "spernacchiatore" ostinato durante I'incontro di boxe, che continua a far pernacchie anche svenuto per una scazzottata, nelle rissa finale e generale). 
Alla fine, non senza autoironia, si intrecciano cibo, amore e fede nella battuta della ragazza: "Dio, fai fare effetto alla salsiccia e al latte!".


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