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lunedì 11 luglio 2016

JOHAN PADAN A LA DESCOVERTA DE LE AMERICHE - Dario Fo




JOHAN PADAN A LA DESCOVERTA DE LE AMERICHE

Affabulazione in due atti di Dario Fo
Rappresentata sotto forma di lettura alla Casa del Diavolo di Perugia, agosto 1991
Venne pubblicata a Torino nel 1992



ATTO I

Johan è su una nave che sta lasciando il porto di Venezia. È finalmente libero dall'Inquisizione, che lo perseguita per il suo legame sentimentale con una donna accusata di stregoneria. A Siviglia incontra Colombo, che, criticato per aver sbagliato la strada per le Indie e per non aver tratto abbastanza profitto dalle terre conquistate, è costretto a compiere altri viaggi. Johan, che è nato tra Brescia e Bergamo, odia il mare e si rifiuta di partecipare come marinaio alle spedizioni di Colombo. Trova lavoro, prima come artificiere, poi come scrivano presso una banca corrotta. Smascherati i traffici della banca, l'Inquisizione si mette in cerca dello scrivano: allora Johan come ad aggiungersi all'equipaggio della quarta spedizione di Colombo. Sulla nave il suo compito è quello di badare alle bestie, che devono servire come merce di scambio. Gli spagnoli giungono all'isola "del Santo Doménigo": dopo aver approfittato dell'ospitalità di quel popolo, fanno razzia e, carichi di animali e schiavi, lasciano l'isola. Ma I'imbarcazione è colpita da una forte tempesta, da cui si salvano solamente Johan e altri quattro compagni. I cinque superstiti raggiungono la costa e vengono accolti da una tribù, che insegna loro a mangiare cibi nuovi e a stare sulle amache. 
Dopo un caloroso trattamento, Johan e i suoi compagni sono venduti a un villaggio di cannibali. Grazie al nostro eroe, che aiuta gli indigeni in un assalto dei nemici, i marinai vengono risparmiati. In seguito Johan, avendo previsto un uragano che avrebbe ucciso tutti, è adorato come figlio della luna e del sole che nasce. La tempesta ha spazzato via ogni cosa: Johan e gli indigeni si mettono in cammino alla ricerca di un luogo migliore. In verità lo scopo del giovane è quello di trovare i cristiani, per poter far ritorno a casa.


ATTO II

Gli indigeni non vogliono raggiungere i cristiani, ma non possono rinunciare a Johan: quindi decidono di seguirlo. I marinai istruiscono il popolo primitivo: in poco tempo imparano ad andare a cavallo e a preparare i fuochi d'artificio. Johan si presenta agli spagnoli con una parte dei selvaggi, mentre gli alti rimangono nella foresta, pronti a intervenire in caso di pericolo. L'Alcalde Maggiore, per ringraziarli dei doni preziosi ricevuti, prende i cannibali a lavorare con sé. Il giorno seguente, però, la tribù non è più nel campo: è scappata. L'Alcalde minaccia di impiccare Johan. La forca è già pronta, quando arrivano i selvaggi a chiedere la libertà di Johan in cambio della loro schiavitù. Ma ciò non basta: Johan dovrà essere ugualmente giustiziato. A questo punto la parte della popolazione che era rimasta nascosta passa all'attacco, sparando fuochi d'artificio. Gli spagnoli si danno alla fuga disperati. 
Sono passati più di quarant'anni: Johan è rimasto lì con i suoi cannibali e con tanti figli e nipoti. Non è mai solo: la sera, quando avverte la nostalgia delle montagne di casa, compaiono due ragazze che lo cullano e gli cantano la canzone del suo paese nel dialetto che da lui hanno imparato. 




"Johan Padan è un personaggio che ritroviamo anche nella Commedia dell'Arte, chiamato in maniere diverse: Giovan, Giani, Zanni. Questo Johan è una specie di Ruzzante, più propriamente uno Zanni, maschera prototipo di Arlecchino che, nato a sua volta nelle valli di Brescia e Bergamo, si ritrova letteralmente proiettato nelle Indie, ingaggiato su una nave della quarta spedizione di Colombo". 
Fuggito infatti da Venezia perché complice di una "stroliga", una strega, e approdato a Siviglia, vedendo che anche lì l'Inquisizione è bene attiva, Johan salta sulla prima nave che trova, e arriva alle Indie. 
"È la storia della scoperta dell'America, vista non dal castello di prua, ma da sottocoperta, cioè da un disperato, un poveraccio, un pendaglio da forca". Un pendaglio da forca che non perde però mai l'arte di far ridere: e grazie a questa diventerà, lui complice di una strega, stregone e guida spirituale... dei cannibali."
(Prologo del video)


Dario Fo descrive nel libro Johan così:
"Johan Padan è uno Zanni, un Ruzzante, un Arlecchino proiettato suo malgrado da Bergamo nelle Indie, su una nave di Colombo. A forza di far ridere, riesce a rovesciare il mondo. E anziché esser divorato dai cannibali, li guida ad appropriarsi del cavallo e della polvere da sparo. Così potranno 'scoprire' l'America da soli, alla faccia dei conquistadores."


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