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sabato 2 luglio 2016

L'ANITRA SELVATICA (The Wild Duck - Vildanden) - Henrik Ibsen


                                                           
 L'ANITRA SELVATICA 
 Titolo originale Vildanden
Dramma in prosa in cinque atti di Henrik Ibsen
Composto tra l'aprile e il settembre 1884
Venne pubblicato a Copenaghen nel novembre 1884 
Rappresentato al Norske Theater di Bergen il 9 gennaio 1885

PERSONAGGI

Werle, commerciante all'ingrosso, proprietario di miniere ecc.
Greger Werle, suo figlio.
Ekdal
Hjalmar Ekdal, suo figlio, fotografo.
Gina Ekdal, moglie di Hjalmar.
Hedvig, loro figlia, 14 anni.
La signora Sörby, governante in casa Werle.
Relling, medico
Molvik, già studente di teologia
Graaberg, contabile.
Pettersen, domestico di Werle.
Jensen, servitore a giornata.
Un signore grasso e pallido.
Un signore calvo.
Un signore miope.
Sei altri signori.
Alcuni servitori a giornata.

L'anitra selvatica rappresenta forse la più complessa e originale tra le opere di Henrik  Ibsen. Tra i temi di questo dramma in cinque atti spiccano i falsi miraggi senza i quali l'uomo comune è incapace di resistere alla pressione dell'ambiente e dei condizionamenti sociali.


ATTO I

Nel corso di un incontro conviviale l'industriale Werle cerca di pacificarsi con il figlio Gregers, nel momento in cui si accinge a sposare un'antica governante che dovrà facilitargli la vita, minacciato com'è da prossima cecità. Per amore del figlio ha invitato al ricevimento anche il di lui amico d'infanzia HjaImar. Ma Gregers, che vive in opposizione antagonistica al padre, rifiuta ogni pacificazione.


ATTO II

Hjalmar è tornato nella sua modesta soffitta, dove abita con la moglie Gina, la figlia Hedvig, minacciata anche lei di cecità, il vecchio padre, fallito e ubriacone, e un'anitra selvatica che, salvata dopo essere stata ferita, ingrassa pigramente nel solaio.
Sopraggiunge Gregers, che ha rotto definitivamente con il padre, e chiede di affittare una stanza a casa dell'amico.


ATTO III

Gregers, in odio a suo padre, intende aprire gli occhi all'amico Hjalmar. Costui ignora di aver sposato in Gina un'ex amante di Werle, che presumibilmente è anche il padre carnale di Hedvig, affetta non a caso da cecità ereditaria. Gli sembra che in Hjalmar ci sia molto dell'anitra selvatica che impigrisce in uno spazio ben altrimenti angusto dei grandi mari liberi.


ATTO IV

Hjalmar, dopo la rivelazione fattagli dall'amico, tratta Hedvig come un'estranea, la rinnega come figlia e dichiara di volersi separare da Gina, sebbene sia troppo pigro per saper rinunciare alla comodità di un'esistenza in cui praticamente non fa nulla, mantenuto dal lavoro fotografico che svolge invece la moglie.


ATTO V

Hedvig, istigata da Gregers, entra nel solaio con la pistola del nonno per uccidere l'anitra, per una sorta di sacrificio che dovrebbe purificare la vita morale della famiglia: ma origlia presumibilmente ciò che Hjalmar dice di sgradevole nei suoi confronti e si spara. Gregers si rende conto di essersi illuso sul conto dell'amico, che non ha tempra morale, tanto che per lui, nel giro di pochi mesi, Hedvig non sarà altro "che un bel tema su cui declamare": e se ne parte disperato, probabilmente deciso a suicidarsi, dal momento che "la vita non è degna di esser vissuta".


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