sabato 26 maggio 2018

LUMIE DI SICILIA - Luigi Pirandello




LUMIE DI SICILIA

Luigi Pirandello

Atto unico in prosa di Luigi Pirandello. 
Composto probabilmente nel 1910 e pubblicato nel 1911
Prima assoluta: 9 dicembre 1910, Teatro Metastasio, Roma


Personaggi

Micuccio Bonavino, sonatore di banda
Marta Marnis, madre di Teresina Marnis
Teresina (Sina) Marnis, cantante
Ferdinando, cameriere
Dorina, cameriera
Invitati
Altri camerieri





La scena rappresenta una camera di passaggio con sullo sfondo un salone splendidamente illuminato, in una casa dell'Italia settentrionale. È notte, e un cameriere introduce Micuccio, sonatore di banda di un paesino siciliano, dall'aria campagnola, che reca in mano, tra le altre cose, un sacchetto di lumie di Sicilia, sorta di limoni. 
Nel dialogo con i servi, Micuccio racconta di essere l'antico fidanzato di Teresina, da lui scoperta come cantante d'opera lirica e da lui aiutata, anche economicamente, per educarsi alla musica. I servi aspettano che, dopo un'esibizione teatrale, la padroncina e sua madre, Marta, tornino per una grande cena mondana. 
Entra in scena dapprima zia Marta, sorpresa dell'arrivo inaspettato di Micuccio e imbarazzata a dover spiegare al giovane che la figlia, facendo carriera, si è corrotta, ha perso l'originaria innocenza, e che un abisso sociale si è aperto fra il povero campagnolo dei Sud e l'artista demi-mondaine dei teatri del continente. Marta propone al giovane di pranzare con lui nella camera di passaggio, per non disturbare la cena mondana che si svolge nel salone. 
Compare per un attimo Teresina, tutta frusciante di seta, con le spalle e le braccia nude, scollata profondamente sul seno, ricoperta di gemme. Micuccio comprende improvvisamente di essere rimasto ingenuamente a sognare un matrimonio che non si può più fare; e quando ricompare, un attimo dopo, la stessa Teresina (che ormai tutti chiamano "Sina", a sottolineare la trasformazione della persona), la tratta da svergognata, impedendole di toccare i frutti fragranti che aveva portato per lei dalla Sicilia e che ormai sono il simbolo di una purezza e di un legame naturale con la propria terra e le proprie radici, che Sina ha infranto per sempre.




La commedia è tratta dall’omonima novella, e svolge il motivo pirandelliano del contrasto tra il mondo come noi lo immaginiamo e amiamo, e la realtà mutevole che delude le nostre speranze. Nella commedia infatti Micuccio vive costruendosi una realtà che non esiste: mantiene Teresina, le paga gli studi, e mentre lei cambia entrando nel mondo dello spettacolo e venendo a contatto con gente dedità alla ricchezza e al divertimento, il protagonista rimane invece ancorato alla speranza del passato, quella di sposare Teresina.
Ma Teresina non è più la ragazza di una volta, e questo lo testimonia non solo il nome diverso, ma anche l’atteggiamento, la scollatura del vestito, il modo di parlare e persino di ridere. Micuccio aspetta il momento giusto per chiedere a Teresina di sposarlo, ma la sua staticità si contrappone alla mutevolezza del personaggio di Teresina, che nel frattempo è cambiato e ormai è distante e diverso dal mondo lontano del suo paese siciliano.




Nessun commento: