domenica 27 maggio 2018

POLIZIOTTI (COPS) - Buster Keaton



POLIZIOTTI 

Titolo originale: Cops
Paese di produzione - Stati Uniti
Anno 1922
Durata 18 minuti
Dati tecnici - Bianco/Nero
Film muto
Genere - Comico
Regia - Edward F. Cline, Buster Keaton
Sceneggiatura - Edward F. Cline, Buster Keaton
Fotografia - Elgin Lessley
Montaggio - Elgin Lessley
Musiche - Gaylord Carter

Interpreti e personaggi

Buster Keaton: Buster
Virginia Fox: la figlia del sindaco
Joe Roberts: poliziotto
Edward F. Cline
Steve Murphy


Nell'autunno del 1921 scoppia lo scandalo Arbuckle; nel gennaio del '22 ha inizio il secondo processo, che ripara solo in parte alle ingiustizie della persecuzione in atto nei confronti del vecchio amico. Anche se il cinema di Keaton non mostra mai un'aderenza puntuale a fatti di cronaca, è difficile non collegare questi avvenimenti a un'opera chiusa e ossessiva come Cops, storia di un innocente ingiustamente perseguitato.

TRAMA - Buster Keaton è innamorato di una ragazza che gli promette la sua mano solo a patto che dimostri di saper combinare buoni affari. Dopo una complessa sequenza che verrà descritta più avanti, Keaton si trova proprietario di un carretto stracolmo di suppellettili. Su questo egli si avvia per le strade della città e finisce inavvertitamente per mescolarsi a una sfilata delle forze di polizia. Un terrorista getta una bomba, lui la raccoglie, si accende una sigaretta e poi la lascia cadere in mezzo al corteo, dove esplode. Ha inizio un lungo inseguimento cui presto prendono parte tutti i poliziotti della città. Alla fine arriva in una grande piazza, al fondo della quale c'è la prigione. Vi entra, seguito dallo stuolo interminabile dei poliziotti. Quando tutti sono entrati, egli esce e chiude il portone alle sue spalle. Scoperto tuttavia che la ragazza non lo vuole più, ritorna alla prigione e vi rientra.




Cops è un film assolutamente perfetto nella sua compattezza, nella determinazione con cui segue un percorso ancora una volta da incubo.
L'incipit stesso del film è premonitore:

1. Keaton in primo piano stringe delle sbarre e parla con una ragazza;
2. controcampo: le sbarre non sono quelle di una prigione, ma di un semplice cancello.

L'anticipazione è duplice: il tema della prigione da un lato, le cose che non sono mai quello che sembrano dall'altro. Keaton riassume in una inquadratura il senso intero della storia, come già nella successione bambino-tempesta di The Boat.
Innescata così la necessita per il protagonista di fare cose per le quali non è evidentemente competente, arriviamo alla lunga sequenza che porta Keaton ad aggirarsi per strada col suo carretto:

1. su un marciapiedi Keaton raccoglie da terra un portafogli e lo porge all'uomo cui è caduto; questo crede che l'altro tenti di derubarlo e lo tratta male;

2. nel salire su un taxi l'uomo cade a terra; Keaton lo aiuta a rialzarsi, ripetendo quindi il gesto altruista dell'inizio; quando il taxi parte, Keaton apre il portafogli che ha sottratto all'uomo;

3. l'uomo si accorge di non avere più il suo portafogli e dice al tassista di tornare indietro; passando accanto a Keaton gli strappa il portafogli di mano al volo. Ma Keaton ne ha già estratto il denaro;

4.scoprendosi nuovamente senza denaro, l'uomo ordina al tassista di tornare ancora indietro. Il taxi si ferma davanti a Keaton, l'uomo scende,  Keaton sale e il taxi riparte. L'uomo guarda irritato il taxi che si allontana e in questo momento vediamo sul suo petto il distintivo di poliziotto;

5. Keaton scende e paga il taxi. Un uomo vede che ha del denaro e si siede accanto a un mucchio di mobili accatastati da una famiglia che sta traslocando; piange e dice di essere rovinato. Keaton gli offre del denaro. L'altro lo prende e se ne va;

6. Keaton vede un carretto con un cavallo accanto a un cartello con la scritta 5 dollari; da i 5 dollari a un passante che si è fermato a guardare una vetrina e si porta via carretto e cavallo. Scopriamo allora che il cartello si riferiva a una giacca su un manichino, che il passante compra con i 5 dollari e indossa immediatamente;

7. Keaton comincia a caricare i mobili e le suppellettili sul carretto, aiutato dai proprietari che lo hanno scambiato per I'addetto al trasloco. Lui li guarda un po' stupito, ma li lascia fare.

Siamo di fronte a uno scambio incessante di funzioni: ogni vittoria si traduce immediatamente e specularmente in una potenziale sconfitta, così come ogni azione o oggetto si rivela diverso da ciò che sembra: da un lato Keaton ha la meglio su un poliziotto e questo apre la strada a una possibile - anzi, inevitabile - ritorsione; dall'altro, quando non ruba,  Keaton è scambiato per un ladro e quando si mostra gentile per la seconda volta, ruba; i mobili acquistati da Keaton non sono in vendita, esattamente come il carretto, ecc. 
Tutta la sequenza è giocata sulla sostanziale equivocità delle situazioni, che il protagonista attraversa con assoluta innocenza.
II film si sviluppa poi in "una struttura a palla di neve", un crescendo esaltante, in cui scopriamo che in questa città quasi deserta sembrano esserci solo poliziotti pronti a invaderla a frotte (persino l'uomo del portafogli, persino il proprietario dei mobili). E Keaton si trova al centro di una situazione tanto più angosciosa in quanto non dipendente dalla sua volontà. Siamo davvero di fronte alla storia di una persecuzione ingiusta e collettiva, cui non possono rispondere altro che l'amarezza e la rassegnazione del finale. L'omogeneità e il rigore strutturale dell'opera non possono che sancire la sconfitta dell'individuo, una sconfitta che trasforma l'integrazione in resa incondizionata.


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