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mercoledì 13 giugno 2018

GIORNI FELICI (Happy Days) - Samuel Beckett



GIORNI FELICI 
(Happy Days) 
 Samuel Beckett

Commedia in prosa in due atti di Samuel Beckett. 
Rappresentata al Cherry Lane Theatre di New York il 17 settembre 1961, 
venne pubblicata a New York nel 1961


ATTO I

Da un monticello ricoperto d'erba inaridita emerge col busto Winnie, una donna sulla cinquantina piuttosto in carne, addormentata al pari di Willie, uomo sulla sessantina, sdraiato dietro di lei. A risvegliare Winnie e a farle affrontare il mondo con la carica di consueto ottimismo è il suono di un campanello; Winnie svolge le operazioni quotidiane per dare un senso al tempo: pulitura dei denti e degli occhiali, ossessiva attenzione al trucco. 
Winnie si ripara dalla violenta luce diurna grazie a un parasole dal lungo manico smontabile, con cui richiama ogni tanto l'attenzione di Willie, che, svegliatosi, si dà alla lettura di un giornale. Le notizie sono commentate da Winnie con frammenti di memoria, che prende il sopravvento nel dialogo: a tenerla viva, infatti, è l'idea di poter parlare continuamente e pensare che qualcuno la ascolti. 
Le mani di Winnie rimestano continuamente nella sporta, da cui estrae gli oggetti di cui ama circondarsi, compresa una rivoltella. Quando si avvicina il momento del riposo, Willie rientra nel suo buco, mentre Winnie coltiva il desiderio di poterlo vedere un giorno di fronte.


ATTO II

Winnie è ora interrata fino al collo, con la testa immobile, e i'unica espressione concessale è il movimento degli occhi. Svegliata dal campanello, comincia il suo monologo; Willie le compare vestito di tutto punto, in tight, ma non riesce a raggiungerla per tirarla fuori. Willie e Winnie si fissano intensamente, ma bloccati, incapaci anche solo di sfiorarsi.




COMMENTO - Giorni felici rappresenta uno dei momenti più alti ed una evoluzione del teatro beckettiano. Invece di distruggere le precedenti forme teatrali Beckett prende il normale "dramma di conversazione" per svuotarlo da tutte le sue componenti significative, fino a renderlo pallido specchio della misera condizione umana.
Se in Aspettando Godot il dialogo non aveva più funzione significante, in Giorni felici Beckett porta la situazione al parossismo, costringendo i protagonisti all'inazione quasi totale in una lenta scarnificazione dei mezzi espressivi propri del teatro.
In Giorni Felici ci troviamo di fronte a un rapporto fra un uomo e una donna che sono legati indissolubilmente fra loro e che a discapito delle loro forze che vengono a mancare continuano caparbiamente a tenersi aggrappati alla vita. Non riescono a raggiungersi, come forse ognuno di noi infine è solo con se stesso, ma si amano nonostante tutto. Lei, Winnie, è dotata di grande vitalità ed energia positiva, è sempre disposta a comprendere il proprio compagno e a sostenerlo anche nelle sue mancanze. 
Lui, Willie, è taciturno e compensa l’allegro, ansimante, irruente profluvio di parole della compagna con silenzi interminabili. Winnie e Willie hanno due peculiarità lei è interrata fino alla vita dentro la terra, in cima ad una montagnetta, come fosse una sorta di moncone che ricorda un personaggio di una bolgia dantesca condannato all'immobilità, lui invece può strisciare ma non camminare, può avanzare carponi e vive in un buco come un lombrico ai piedi del pendio montuoso. Si amano. Ma Willie non riesce a raggiungere Winnie e viceversa. Le loro menomazioni non glielo consentono. Si protendono l’uno verso l’altro ma restano distanti anche se vicini.


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ASPETTANDO GODOT ( En attendant Godot - Waiting for Godot) - Samuel Beckett

GIORNI FELICI (Happy Days) - Samuel Beckett



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