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giovedì 11 ottobre 2018

IL NIDO D'AMORE (THE LOVE NEST) - Buster Keaton




IL NIDO D'AMORE 

Titolo originale - The Love Nest
Genere - Comico
Regia - Buster Keaton, Eddie Cline 
Aiuto regia: Robert Ives
Sceneggiatura  - Buster Keaton, Eddie Cline
Produttore - Joseph M. Schenck
Casa di produzione - Buster Keaton Productions
Fotografia - Elgin Lessley
Scenografia - Fred Gabourie (direttore tecnico)
Paese di produzione - USA
Anno 1923
Durata 20 minuti (2 rulli - 600 metri)
Dati tecnici - Bianco/Nero
Film muto

Interpreti e personaggi

Buster Keaton: l'uomo
Virginia Fox: la ragazza
Joe Roberts: capitano della baleniera


Questo ultimo cortometraggio di Keaton è uno dei meno conosciuti (egli stesso non ne fa cenno nella sua autobiografia).




TRAMA - Disprezzato dalla ragazza di cui è innamorato, Keaton  si avventura per mare su un canotto denominato Cupidon, ma si ritrova ben presto a bordo di una baleniera, ai cui comandi è un capitano tirannico e violento. Il rapporto che si instaura fra i due è quello di un tentativo costante di oppressione da parte del capitano e di una serie di risposte, in tipico stile slow burn, da parte di Keaton. La fuga finale di quest'ultimo prelude al risveglio sul canotto che non ha mai preso il largo.

COMMENTO - L'humour nero trionfa, soprattutto nella ripetizione del gesto - e nella terribile indifferenza - con cui Keaton lancia corone di fiori dietro ai marinai caduti in acqua o scagliativi dall'irascibile capitano (la prima volta, tra I'altro, è un marinaio incolpato di un malestro commesso proprio da Keaton). Purtroppo il film è discontinuo e non riesce a fondere tutti i suoi gag in una dimensione fluida e necessaria: il ricorso all'esplicazione conclusiva (il sogno che dovrebbe giustificare ogni gratuità, ogni giravolta narrativa) è esso stesso un po' gratuito che mette in scena una cornice, non un elemento essenziale.

Racconta Keaton: "Stavo per cominciare l'ultimo cortometraggio quando Joe Schenck ricevette il seguente telegramma da John D.Williams, presidente della compagnia: "Non abbiamo alcuna intenzione di rinnovare il contratto a Keaton. Stop. I suoi cortometraggi non ci interessano più".
Schenck mi mostrò il telegramma e io dissi: "OK, non farò il loro ultimo film. Quando più tardi Schenck incontrò Williams, quest'ultimo ammise che quel telegramma era un bluff. Si aspettava che noi chiedessimo più denaro per il nuovo contratto e aveva voluto prevenire la richiesta. Allo stesso tempo Loew fece sapere che voleva da me dei lungometraggi da distribuire.

Questa prima parte dell'opera di Keaton presenta indubbie discontinuità, in parte dovute anche ai ritmi di realizzazione che non concedono ripensamenti, che obbligano a sviluppare un'idea sull'improvvisazione: tuttavia accanto a incertezze strutturali e debiti con la slapstick comedy, opere come One Week.., The Boat.., Cops.., The Electric House mostrano una maturità tanto più stupefacente in quanto acquisita in così.breve tempo - una vera e propria vocazione, istintiva e razionale insieme, al cinema.


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